Page 141 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria 141
ed a quelle in materia». in sostanza, si trattava di documentazione afferente
esclusivamente la gestione amministrativa e contabile dei comandi di cor-
po. Si deve segnalare anche che, in tale contesto, sembra affacciarsi timida-
mente anche uno scarto interno ai singoli fascicoli poiché alcune tipologie
non sono descritte come fascicoli o pratiche, bensì esclusivamente come
documenti (ad es. le situazioni mod. 5 R.a. o i verbali dell’intendenza di
finanza per la verifica degli ordinativi).
tra la documentazione da scartare dopo 30 anni furono inseriti anche «i
giornali delle operazioni sulle contabilità speciali».
infine, per quanto riguardava la conservazione permanente, fu inserito
anche «il carteggio segreto, riservato personale, riservato ed ordinario dei
comandi di legione e di divisione relativo a situazioni politiche di carattere
generale o particolare».
in ogni caso, si noti che, per la prima volta in una istruzione sul car-
teggio, ovvero in una pubblicazione dedicata alla gestione documentaria,
emerge una funzione conservativa permanente ai fini della futura valoriz-
zazione. in effetti, tra i documenti da conservare «sempre», vi erano «le
raccolte dei processi verbali e dei rapporti giudiziari, compresi i registri
già aboliti; i verbali e documenti relativi a ferite, infermità e lesioni rico-
nosciute provenienti da cause di servizio; il carteggio di guerra relativo
alle operazioni, alla dislocazione, alla disciplina della truppa e le pratiche
di carattere tecnico e amministrativo di qualche importanza, i documenti
riguardanti acquisti e rifornimenti di materiali; le pratiche relative ad im-
portanti operazioni di servizio che rivestano carattere storico; il carteggio
segreto, riservato personale, riservato ed ordinario dei comandi di legione
e di divisione relativo a situazioni politiche di carattere generale o partico-
lare» che, secondo la nota a pié di pagina, «dopo 30 anni saranno passati al
Museo storico dell’arma».
in effetti, si può notare che per la documentazione relativa ad altre tipo-
logie di affari trattati da conservare permanentemente, in linea con le di-
sposizioni per la selezione della documentazione emanate nell’arco di tutto
il decennio, non vi furono indicazioni relative alla potenziale tutela per fini
diversi da quelli di natura giuridica come il versamento al Museo Storico,
unico ente di conservazione esistente all’epoca all’interno dell’arma.
Si consideri comunque che alcune indicazioni riportate nella bozza del
1935, almeno per lo scarto della documentazione, trovarono poi colloca-
zione negli interventi successivi di aggiornamento della istruzione pubbli-
cati negli anni dopo, sino all’approvazione della nuova edizione 1940.

