Page 144 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
P. 144
144 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
tivo, nonché i principali eventi criminali o interventi di protezione civile.
Si noti, però, che la bozza dell’istruzione introduceva anche questioni più
politiche secondo quanto previsto dal codice penale del quale erano richia-
mati gli articoli, in linea con le aspettative del regime e con la sola aggiunta
dell’espatrio clandestino a scopo politico.
i nn. 117-121 disciplinavano poi i rapporti speciali che dovevano essere
redatti in occasione di «delitti, arresti ed avvenimenti che rivestano specia-
le importanza od eccezionale gravità» e altri avvenimenti particolari. Per
molti di questi «l’ufficiale diretto» si doveva recare fisicamente sul posto
per verificare di persona la situazione e riferire gerarchicamente e all’au-
torità politica (il prefetto). inoltre, dovevano essere oggetto di dettagliato
rapporto le operazioni di servizio nelle quali erano morti o feriti militari
dell’arma, i viaggi della famiglia reale e di altre personalità nel solo caso
in cui ci fossero stati problemi, nel caso di proposte di concessione di en-
comi o altri riconoscimenti, la repressione delle organizzazioni criminali
dedite all’emigrazione clandestina e, infine, gli eventuali incidenti «avve-
nuti in ferrovia fra militari dell’arma ed agenti ferroviari».
Tale ultimo aspetto è significativo delle tensioni che si potevano creare
nel corso di attività di servizio sulle tratte ferrate anche considerando che il
servizio di vigilanza negli scali ferroviari e a bordo dei convogli era stato
sottratto ai Carabinieri nel 1925 con il passaggio delle incombenze alla
253
specialità ferroviaria della Milizia Volontaria per la Sicurezza nazionale .
Un settore estremamente delicato era quello della raccolta delle infor-
mazioni che erano racchiuse nei numeri 122-129.
lo stesso titolo «Informazioni» rimandava con nota ad altro testo: «per
il servizio delle informazioni tener presente anche le particolari istruzioni
riservate vigenti al riguardo» che, allo stato della ricerca, non sono state
reperite.
in linea generale, le informazioni di poco rilievo erano delegate diretta-
mente al comandante di stazione (n. 122) mentre, nel caso di informazioni
253 Per la milizia ferroviaria si rimanda al R.d.l. 30 ottobre 1924 n. 1686 recante «Funziona-
mento della Milizia ferroviaria per la sicurezza nazionale. L’articolo 3 prescriveva che il servizio
fosse svolto «alla diretta dipendenza e sotto la esclusiva responsabilità dei Commissari compar-
timentali di pubblica sicurezza in concorso con l’arma dei Carabinieri Reali». Per disposizioni
del governo i Carabinieri avrebbero dovuto lasciare progressivamente tale servizio in via esclu-
siva alla nuova milizia speciale. Sul punto si rinvia a Flavio Carbone, Controllo del traffico o del-
le persone? Le forze dell’ordine italiane e le vie di comunicazione tra Otto e Novecento, relazione
a «La polizia delle strade e delle acque navigabili: dalla sicurezza alla regolazione del traffico
- Seminario di studi: Abbiategrasso (Milano), 27/29 novembre 2014», atti in corso di stampa.

