Page 160 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            vi e della documentazione storica che è ‘solamente’ vecchia. a proposito
            delle segnalazioni, furono attribuite le medesime funzioni e gli stessi oneri
            anche ai marescialli maggiori comandanti di sezione che, nella bozza del
            1935, non erano investiti di tali responsabilità. Si deve segnalare l’inse-
            rimento del nuovo capo i con le «norme per la compilazione dei rapporti
            giudiziari e dei processi verbali» che, conseguentemente, faceva scivolare
            in posizione successiva gli altri capi già presenti nell’edizione precedente.
               Circa le tabelle, come per il passato, corrispondevano in massima parte
            ai titolari dei vari livelli gerarchici.
               Si individuava un titolario unico per le divisioni e le brigate relativamen-
            te al protocollo ordinario (tabella 1), abbandonando lo schema precedente.
            in considerazione poi dell’introduzione di nuovi titolari che sostituirono
            gli originari dell’edizione 1932 , si arrivò finalmente a un consolidamen-
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            to di quelli relativi alla documentazione classificata (tabella 5-8) con l’e-
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            dizione 1940 .
               a proposito dei modelli non vi è molto da osservare, poiché l’edizione
            1940 riprende lo schema dei modelli già adottati dalla bozza del 1935 alla
            quale si rimanda anche in riferimento al registro nominativo dei pregiudi-
            cati e delle persone socialmente pericolose e al cartellino biografico de-
            scritti puntualmente in tale sede.
               Per entrare nel dettaglio dell’istruzione si dedicava attenzione ad alcu-
            ne questioni particolari di maggiore rilievo rispetto al carattere generale
            dell’istruzione che mantiene la medesima struttura del passato.
               in particolare: n. 11, divisione del carteggio; n. 15, classificazione del
            carteggio riservato, riservato personale e segreto; nn. 90-105, «Carteggio
                a
            di 3  divisione»; nn. 106-131, «Segnalazioni di fatti, delitti e avvenimenti»;
            nn. 132-139, «Informazioni»; nn. 141-145 «Rapporti giudiziari, processi
            verbali e registrazioni varie inerenti al servizio d’istituto».
               il n. 11, come per il passato, distingueva il carteggio d’ufficio secondo i
            differenti protocolli: ordinario, riservato, riservato personale e segreto. La
            nota a piè di pagina ricordava, come in passato, che i documenti classificati


            289    Si rinvia al paragrafo relativo ai nuovi titolari senza data ma introdotti tra il 1936 e il 1940.
            290    Tabella 5, tabella di ripartizione del carteggio riservato, riservato personale e segreto per i
            comandi di divisione e di brigata; tabella 6, tabella di ripartizione del carteggio riservato per i
            comandi di legione, gruppo, compagnia, tenenza e sezione; tabella 7, tabella di ripartizione del
            carteggio riservato personale per i comandi di legione, gruppo, compagnia, tenenza e sezione;
            tabella 8, tabella di ripartizione del carteggio segreto per i comandi di legione, gruppo, compa-
            gnia, tenenza e sezione.
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