Page 255 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Le funzioni rifLesse neLLa documentazione 255
stesso regolamento che puntualizza «la riunione, con un numero progressi-
vo, in un sol volume per ordine di data delle stesse circolari che si ricevono,
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con un indice in fine, sul quale sarà scritto l’oggetto delle medesime» .
Quindi, in tal caso, si deve fare riferimento piuttosto a un fascio o mazzo
di miscellanea, piuttosto che a un registro vero e proprio per la modalità di
raccolta dei documenti.
Il registro dei connotati personali, secondo il regolamento, denominato
anche «degli individui dati in nota», doveva contenere «i connotati perso-
nali, ed indicare le autorità, che li hanno segnalati, o se accusati dalla voce
pubblica, facendovi pure menzione di quegli individui, dei quali devesi
cessare la ricerca per essere stati arrestati, o per qualunque altro motivo» .
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Tra tutti si segnala il registro delle persone sospette poiché si intravede
in questo una funzione preventiva di controllo sociale e del territorio. in-
fatti,
«ogni persona notabilmente sospetta in genere d’opinione o per delitto qua-
lunque, deve essere inscritta sul registro a ciò destinato. i Comandanti delle
Stazioni possono facilmente desumere dalle nozioni, che loro somministra-
no le autorità, e gli onesti abitanti, quali sono le persone del loro distretto,
che per riprovevole, od anche equivoca condotta, devono essere menzio-
nate su questo registro; vi annoteranno essi gl’indizj, che emergono a loro
carico, e serviranno questi di norma, semprechè verrà a commettersi un
delitto nel loro circondario, per scoprirne gli autori. Questo registro deve
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essere tenuto secreto e dal solo Comandante di Stazione» .
È interessante evidenziare due aspetti: il primo è legato al fatto che si in-
troduceva un carattere di particolare tutela e custodia tanto che «deve esse-
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re tenuto secreto» , mentre il secondo afferisce alla responsabilità diretta
189 Regolamento Generale del Corpo cit., art. 399.
190 ivi, art. 402.
191 ivi, art. 404.
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È significativo che tali registri, già previsti prima dell’approvazione del regolamento generale,
avessero particolare importanza tanto che, nel corso dei moti liberali del 1821, a Savona dopo che
un contingente del Corpo Franco agli ordini del luogotenente colonnello Pastoris aveva catturato
i Carabinieri, furono ostentati alla popolazione documenti «che riguardavano diversi individui so-
spetti dello stesso paese» e poi distrutti, citato in Flavio Carbone, Lineamenti dell’organizzazione
di polizia nel Regno di Sardegna: il Corpo dé Carabinieri Reali (1814-1853), in Livio antonielli (a
cura di), «Polizia, ordine pubblico e crimine tra città e campagna: un confronto comparativo», atti
del seminario di studi tenutosi a Messina il 29 e il 30 novembre 2004, Soveria Mannelli, Rubettino,
2010, pp. 127-128, sulla base di quanto redatto in seguito da Colonnello Giovanni Maria Cavassan-
ti, Notizie istoriche riflettenti il Corpo dei Reali Carabinieri specialmente negli ultimi svolgimenti
politici, e apparso poi a cura di Eugenio De Rossi, Il Corpo dei Reali Carabinieri nei rivolgimenti

