Page 45 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria          45


                 Le istruzioni, composte da 44 paragrafi e 5 modelli, imponevano una
              serie di obblighi e alcune facoltà.
                 in particolare, si partiva dalla considerazione che quando un particolare
              «Servizio» produceva una considerevole mole di corrispondenza e quando
              questa poteva «classificarsi in parti ben distinte», si doveva organizzare
              tale servizio in tanti uffici quante erano le parti (ben distinte), attribuendo
              a ogni capo ufficio un protocollo particolare . Così, generalmente, «nei
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              corpi di truppa e nei distretti vi saranno due uffizi; cioè l’uno del Comando
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              e Maggiorità con a capo l’aiutante maggiore in 1 , e quello d’Amministra-
              zione, (comprendente le sezioni della direzione dei conti, del magazzeno o
              massa, e della matricola) del quale è capo il relatore».

                 ogni ufficio si sarebbe dovuto dividere in sezioni sulla base della sem-
              plicità e facilità nella gestione degli affari, in modo tale da assegnare a cia-
              scuna sezione le materie da gestire. il carteggio degli uffici doveva essere
              classificato in categorie; ogni categoria in specialità; queste ultime in pra-
              tiche, ovvero fascicoli, che avrebbero dovuto contenere «lettere, elenchi,
              telegrammi, documenti, ecc., relativi a uno stesso affare».
                 La numerazione delle categorie era progressiva mentre, per quanto ri-
              guardava le specialità, queste avevano una progressione numerica all’in-
              terno di ciascuna categoria; infine, per ogni pratica (fascicolo), la cui nu-
              merazione era progressiva all’interno di ogni specialità, vi doveva essere
              sulla coperta l’indicazione de «L’oggetto suo principale». in realtà, la clas-
              sificazione del carteggio in categorie e specialità non era che una formula
              di massima visto che la stessa istruzione precisava
                   «se tale classificazione riesce vantaggiosa quando il carteggio assume con-
                   siderevoli proporzioni, torna per contro superflua se il carteggio non è di
                   molta entità; conviene allora di sopprimere le categorie, e mantenere solo
                   le specialità e le pratiche. Finalmente quando il carteggio non oltrepassa i
                   1000 numeri all’anno riesce inutile il reparto in specialità e basta la sola
                   classificazione in pratiche».



              si veda il documento 2). Per quanto riguarda le amministrazioni comunali in tale periodo e la
              ricerca di un ordine unitario, Dimitri Brunetti, L’archivio comunale dall’Unità al 1897 – I ma-
              nuali per i segretari comunali, i modelli di classificazione e la Circolare 17100-1 del 1885, Ministe-
              ro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Archivi, Roma, 2016.
              69    Una nota nella circolare precisava che per capo servizio si doveva intendere l’autorità a cui
              era affidata la superiore direzione e aveva la firma della corrispondenza, mentre il capo ufficio
              era l’ufficiale o l’impiegato incaricato per disposizione superiore della «direzione speciale del
              carteggio o d’una parte di esso».
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