Page 50 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            con quanto fatto già per le amministrazioni centrali, l’uso del registro di
            protocollo e di una serie di indicazioni relative alla gestione documentaria
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            sia delle prefetture, sia delle sottoprefetture . Ciò che appare interessan-
            te è che, mentre per le prime si presenta una situazione piuttosto preci-
            sa e dettagliata, per le seconde le indicazioni erano più generiche: «nelle
            sotto-prefetture deve osservarsi un metodo per quanto possibile conforme
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            a quello stabilito nella prefettura» . le prescrizioni non appaiono quindi
            così coercitive per le sottoprefetture al pari delle disposizioni emanate per
            gli enti/comandi militari inferiori al reggimento. Un’ulteriore considera-
            zione riguarda poi la tavola di classificazione che evidentemente prende
            spunto dalla tavola di classificazione delle carte che nel 1869 compare per
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            la prima volta per l’amministrazione centrale dell’interno . in realtà, già
            nel 1866, vi erano disposizioni di dettaglio per la classificazione delle carte
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            di prefetture e sottoprefetture .
               Una  situazione  distinta  invece  è  quella  riservata  ai  piccoli  comandi
            dell’Esercito, per i quali si può ipotizzare una forte similitudine con ciò
            che le amministrazioni comunali stavano vivendo in quel periodo. infatti,
            queste ultime ricevettero disposizioni molto meno incisive rispetto a quelle
            dedicate a Prefetture e sottoprefetture, così

                  «privi di specifiche indicazioni tecniche, i comuni continuano a organizza-
                  re il proprio archivio secondo schemi di raggruppamento delle carte basati,
                  nelle realtà più piccole, su di una elencazione alfabetica dei principali affari
                  o materia trattate, oppure, nelle realtà più consistenti, sulla base di un vero
                  e proprio titolario» ,
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               almeno sino alla circolare Astengo del 1897 . tale comparazione, natu-
            ralmente, deve essere proposta anche per il modello dell’arma.
               Per quanto attiene la documentazione che gli uffici di pubblica sicu-
            rezza retti da funzionari civili producevano, sebbene sembri arduo tentare
            una visione comparata con quella dei Carabinieri, tuttavia si segnala che,


            73    Agostino Attanasio, I processi di unificazione dello Stato italiano e le connesse esigenze di nor-
            mazione nel settore degli archivi correnti, in Gianni Penzo Doria (a cura di), Archivi e cittadino
            – Genesi e sviluppo degli attuali sistemi di gestione degli archivi, Chioggia Sottomarina, Il Leggio
            libreria editrice, 1999, p. 24. Si tenga conto che le disposizioni avevano impatto anche sugli uf-
            fici di pubblica sicurezza.
            74    Legge sull’amministrazione comunale e provinciale cit., articolo 9.
            75    Attanasio, I processi di unificazione dello Stato italiano cit., p. 22.
            76    Ivi, p. 27 .
            77    Ivi, p. 25.
            78    Si rimanda a D. Brunetti, L’archivio comunale dall’Unità al 1897 cit.
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