Page 132 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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               consorziale a sé stante per i quali, dopo una parte descrittiva comune, appare
               razionale effettuare separati studi e prevedere distinte cronologie di lavori.
               Qualora il comprensorio risultasse già diviso in più consorzi, i nuclei dovran-
               no necessariamente corrispondere ai perimetri consorziali. Per ovvii motivi,
               quando un comprensorio interessa  più province  è consigliabile  dividere  il
               comprensorio stesso in tanti perimetri consorziali per quante sono le province
               interessate.
               3) Sul piano verticale, invece, potrà farsi una divisione del comprensorio, o
               di ciascun nucleo di interessi omogenei eventualmente in esso individuato, in
               zone fitogeografiche o più semplicemente in:
               -  zona di alta montagna, che di solito è di esclusivo dominio dei boschi e dei
                  pascoli;
               -  zona di media montagna, nella quale, accanto al pascolo compaiono i prati
                  pascolivi i tratti pascoli e le colture agrarie vere e proprie;

               -  zona pedemontana o di collina o valliva in cui predomina l’agricoltura più
                  o meno intensiva e nella quale il bosco è per lo più il necessario comple-
                  mento dell’azienda agraria.
               Nella prima zona ove predominano il bosco e il pascolo dovranno studiarsi i
               tipi e i bilanci delle aziende silvo-pastorali esistenti per rilevarne gli aspetti
               tecnici ed economici e tendere al loro miglioramento. Gli interventi di bonifica
               in questa zona, più difficilmente suscettibile di una radicale trasformazione
               fondiaria, saranno in prevalenza costituiti dalle opere pubbliche di compe-
               tenza statale (ivi compreso il miglioramento dei pascoli montani che per la
               loro estensione interessano quasi sempre una notevole parte del comprenso-
               rio), mentre carattere pressoché eccezionale avranno le opere di competenze
               privata.
               Nella seconda zona, le opere pubbliche di competenza statale dovranno essere
               quasi sempre integrate da quelle di miglioramento fondiario spettanti ai priva-
               ti. In tale zona, data la presenza anche di aziende agrarie, occorrerà estendere
               l’indagine tecnico economico sociale ai tipi e ai bilanci di queste aziende e
               prevedere per esse l’esecuzione di tutte quelle opere necessarie ad assicurare
               maggiori redditi e migliori condizioni di vita alle popolazioni.

               Nella terza zona, nella quale predomina la coltura agraria le opere di compe-
               tenza privata potranno eguagliare e anche superare in alcuni casi, per entità ed
               estensione le opere pubbliche di competenza statale, dato che essa è più fre-
               quentemente suscettibile di una radicale trasformazione fondiaria. Comunque
               in questa zona, i problemi della bonifica, qualora esistano, saranno di solito
               simili a quelli delle zone di pianura o di collina ricadenti nei comprensori di
               bonifica integrale, salva la possibilità di affrontarli più decisamente stante la
               maggiore misura dei contributi statali previsti dalla legge n. 991. In tutte tre
               zone si dovrà porre la massima cura nella compilazione dei bilanci aziendali.
               Essi serviranno, infatti, a stabilire se i proprietari terrieri saranno più o meno
               in grado di sopportare gli oneri della bonifica che la legge pone a loro carico
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