Page 192 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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192           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

               Il Primo piano verde (legge n. 454 del 1961) forniva interessanti direttive
            per il potenziamento del demanio forestale, attraverso l’accorpamento e l’am-
            pliamento dello stesso, al fine di costituire complessi amministrativi efficienti.
               L’innovazione più notevole, riguardò la protezione della natura. Il decre-
            to ministeriale per l’applicazione del Piano verde, prevedeva che l’ASFD, di
            preferenza acquistasse terreni in cui insistevano, o erano in corso di costitu-
            zione, parchi nazionali, biotopi, anche nel caso in cui non fossero stati vicini
            ad aziende demaniali.
               Con questo provvedimento l’Azienda di Stato non fu più solo uno stru-
            mento produttivistico (costituire riserve legnose dello Stato) ma iniziò a com-
            prendere nuove esigenze quali la protezione e conservazione della natura. Con
            provvedimenti amministrativi tra il 1966 e il 1970, l’Azienda di Stato foreste
            demaniali, costituì nei terreni di sua proprietà, 5 riserve integrali di superficie
            variabile tra i 50 e i 1000 ha .
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               Successivamente, con il Secondo piano verde (legge 27 ottobre 1966, n.
            910), l’Azienda acquistava maggiori poteri, in riferimento all’esproprio. L’A-
            zienda aveva facoltà di acquistare o espropriare i terreni nudi, incolti, cespu-
            gliati e boscati atti alla produzione forestale e foraggiera o alla protezione della
            selvaggina (art.29). Unica limitazione era rappresentata dai terreni rimboschiti
            artificialmente ad iniziativa dei proprietari nei confronti dei quali l’esproprio
            era vietato. Sui terreni acquisiti o espropriati, l’ASFD provvedeva oltre che
            alla ricostruzione dei boschi deteriorati ed al rimboschimento, all’impianto
            delle colture da legno, ovvero piantagioni a rapido accrescimento, ed inoltre
            alla formazione ed all’esercizio di prati e pascoli, alla costituzione ed all’e-
            sercizio di aziende zootecniche montane e di ripopolamento faunistico. Ma
            l’Azienda uscì potenziata nelle disposizioni del Secondo piano verde anche
            sotto un altro profilo; l’Azienda poteva rilasciare autorizzazioni ad eseguire
            lavori di rimboschimento e di ricostruzione forestale per conto di comuni, altri
            enti e privati che ne facessero richiesta .
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            24  Vitantonio  Pizzigallo, 1970  -  L’evoluzione  della  legislazione  forestale  italiana,  in «L’Italia
               forestale nel centenario della fondazione della scuola di Vallombrosa», Firenze, Accademia
               Italiana di Scienze Forestali, 1970, pp. 311-340.
            25  Alberto Abrami, Caratteristiche generali del vincolo idrogeologico, Foreste e Boschi, in «Nuo-
               vissimo digesto italiano», Appendice volume III, UTET, 1980, pp. 851-872.
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