Page 196 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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            stanziale, impianto strutturale rispetto a quello centrale (con esclusione della
            valle d’Aosta che è priva di una proprietà forestale regionale e della provincia
            di Trento che gestisce i beni forestali direttamente mediante gli uffici dell’I-
            spettorato forestale.
               Diversamente dalle regioni a statuto speciale quelle ordinarie, hanno adot-
            tato dei modelli amministrativi diversi nei loro territori. Si tratta di orienta-
            menti che sono individuabili nel modello dell’Azienda Regionale, o nella de-
            lega agli enti locali come pure nella gestione diretta attraverso il dipartimento
            dell’agricoltura e foreste di determinati complessi aventi funzioni naturali-
            stica, e la delega a Comunità montane e Comuni non ricadenti nelle aree di
            montagna, degli altri terreni boscati aventi funzioni produttive.
               Per quanto concerne l’amministrazione del patrimonio regionale median-
            te azienda, si osserva che tale struttura, pur dotata di personalità giuridica,
            si configura in realtà come strumento tecnico di gestione delle Regioni. E’,
            infatti, agli organi rappresentativi di queste ultime che è attribuito il potere di
            emanare direttive di intervento e, più in generale, è a tali organi che sono con-
            ferite le competenze di maggior rilievo aventi per oggetto l’amministrazione
            del patrimonio forestale regionale. Così ad esempio non spetta all’autonomia
            dell’Azienda, com’era previsto nella legislazione pregressa, decidere l’acqui-
            sto o l’alienazione di beni forestali, bensì al Consiglio regionale  .
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            4.2.4. Dalle foreste demaniali alle strutture per la biodiversità


               La Corte dei Conti, ritenendo che la soppressione dell’Azienda (1977) non
            rappresentasse il venir meno del demanio forestale statale (anche se ridotto
            all’1% di quello totale), con decisione n. 855 del 1978 riconobbe all’ente sop-
            presso la figura di Organo dello Stato, stabilendo che continuasse con la deno-
            minazione di Gestione ex ASFD. Così dal 1° gennaio 1978 iniziò la difficile
            Gestione ex ASFD, che terminò solo nel 2004, con l’emanazione della legge
            di riordino del CFS (2004).
               Si è trattato di un lungo periodo transitorio durante il quale la ex ASFD ha
            effettuato, una gestione conservativa del patrimonio, impiegando in media cir-
            ca 1.500 operai, con contratto di diritto privato, come esplicita la legge 124 del
            1985, per la gestione: di aree protette, di Riserve naturali ed integrali; di aree
            di rilevante interesse naturalistico anche per conto del Ministero dell’interno o
            di altri soggetti pubblici; di aziende pilota per la conservazione della biodiver-
            sità animale e per l’allevamento di cavalli da impiegare per scopi istituzionali;


            32  Abrami, op. cit.
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