Page 198 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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198           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            espressamente che lo stesso si avvalga del Corpo forestale dello Stato, in par-
            ticolare per la tutela del patrimonio naturalistico nazionale.
               Tutta la storia del CFS è stata improntata a tale obiettivo; e non è un caso
            che all’ASFD fu affidata, già a partire dagli anni ’30, la gestione tecnica ed
            amministrativa  dei  Parchi  nazionali  d’Abruzzo (1933), del  Gran Paradiso
            (1933), del Circeo (1934) e dello Stelvio (1935), a cui nel dopoguerra fu ag-
            giunto il Parco della Calabria (1968) .
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               Con la legge quadro sulle aree protette del 1991  sono stati istituiti i nuovi
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            Parchi nazionali; la questione ambientale diventava sempre più centrale nelle
            politiche economiche e sociali del Paese; al CFS veniva chiesto di effettuare
            in particolare la sorveglianza sui territori delle aree naturali protette di rilievo
            nazionale e internazionale .
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               La legge l6 febbraio 2004, n.36 di riordino del Corpo, ribadì la centralità
            di queste funzioni di salvaguardia e tutela del patrimonio naturale; le strutture
            dell’ex ASFD diventavano Uffici per la biodiversità (UTB)  per gestire circa
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            74.000 ettari di boschi, ricompresi in 130 Riserve naturali e Riserve biogene-
            tiche e molte di queste, per 58.000 ettari, sono ubicate all’interno dei Parchi
            nazionali.
               Gli UTB, articolati in strutture centrali e periferiche , avevano il precipuo
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            compito di tenere il passo con l’evolvere dei tempi e con le nuove richieste
            di una società post-industriale e globalizzata, dove la valenza ecologica è
            particolarmente sentita.




               ambientale a un organo avente, nell’ambito del Governo, piena responsabilità politica e ampia
               autonomia d’azione, risaltando così l’importanza sociale e politica dei problemi ambientali. La
               nuova legge rappresentava la ‘matrice di connessione’ di quelle numerose e disparate discipline
               di settore (sull’aria, sull’acqua, sui rifiuti, sulla protezione della natura, ecc.). All’art. 1 emerge-
               va tale finalità: «assicurare in un quadro organico la promozione, la conservazione e il recupero
               delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività e alla qualità
               della vita nonché la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale e la di-
               fesa delle risorse naturali dall’inquinamento».
            37  L’anno riportato in parentesi relativo ai Parchi nazionali, si riferisce al momento in cui la gesti-
               one del parco fu affidata all’ASFD.
            38  Legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394.
            39  Per tale compiti sono state individuate, con d.p.c.m. del 2002, le strutture ed il personale del
               CFS da dislocare presso il Ministero dell’Ambiente e presso gli Enti parco. Vengono così isti-
               tuiti i Coordinamenti territoriali per l’ambiente, i CTA.
            40  Con decreto del Capo del Corpo 11 luglio 2005, viene stabilito che l’Ufficio per la biodiversità
               subentra agli organismi di gestione della ex Azienda di Stato per le foreste demaniali.
            41  L’Ufficio per la biodiversità, istituito a livello centrale presso l’ex Ispettorato generale del Cor-
               po forestale dello Stato, sovrintendeva coordinava e indirizzava n. 28 Uffici territoriali per la
               biodiversità, amministrativamente dipendenti dai rispettivi Comandi regionali (art. 2, decreto
               Capo del Corpo 11 luglio 2005).
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