Page 153 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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L'EVOLUZIONE DELLA GUERRA NEL XX SECOLO 143
richiamato l'attenzione dei miei studenti su questi particolari, così come li ho
sollecitati alla rilettura del giornale del giorno precedente, da cui si ricavano
sovente insegnamenti utili alla misericordia e alla fortificazione degli animi.
NOTE
(l) Vds. soprattutto R. Luraghi, Storia della guerra civile americana, Rizzoli, Milano,
nelle varie edizioni del 1985, 1994 e 1998.
(2) Per altre considerazioni cfr. A. Santoni, Da Lepanto ad Hampton Roads: storia e
politica navale dell'età moderna (secoli XVI-XIX), Milano, Mursia, 1990, p. 104 e 301.
(3) W.H.B. Smith e ].E. Smith, Small armrs of the world, Harrisburg, Stackpole
Company, 1962, p. 23.
( 4) Ricordiamo che proprio una polemica religiosa sulla natura del grasso animale che
rendeva più compatte le contemporanee "cartucce" dei fucili inglesi Enfield innescò nell'India
britannica la famosa rivolta dei sepoys del 1857-1858. Cfr. C. Wilkinson- Latham e G.A.
Embleton, Tbe Indian mutiny, Londra, Osprey, 1983, p. 4-32.
(5) Cfr. G. Giorgetti, Il fucile a ripetizione nella guerra di secessione americana, in
"Storia Illustrata", gennaio 1964 e AA.W., Dizionario delle armi, Milano, Mondadori, 1970,
p. 338-339 e 642-644. In Europa il Winchester fu usato, tra l'altro, dai garibaldini contro i
prussiani a Digione nel 1870 e dalla cavalleria turca contro i russi nella battaglia di Plevna
del1877.
(6) Abbiamo più volte denunciato questa nefasta tattica offensiva del 1914-1918,
incomprensibile alla luce delle recentissime esperienze manciuriane. Cfr. A. Santoni, Da Lissa
alle Falkland: storia e politica navale dell'età contemporanea, Milano, Mursia, 1987, p. 60.
(7) All'inizio del secolo ci fu un interessante dibattito dottrinario sul futuro della caval-
leria, di cui si intravedeva ormai il fatale tramonto. Cfr. E. Gasparini Casari, Scontri di cavalle-
ria in Manciuria, in "Rivista Italiana Difesa (RID )", luglio 1999.
(8) A. Livesey, Great battles of World War I, Londra, Greenwich Editions, 1996, p. 144-
153 e B.H. Liddell Hart, History ofthefirst world war, Londra, Pan Books, 1976, p. 337-348.
(9) Cfr. AA.W., Enciclopedia dei personaggi storici, Milano, Mondadori, 1970, p. 409.
(lO) L'unico grande aviolancio della seconda guerra mondiale che alla fine portò ad
una vittoria strategica fu quello tedesco su Creta nel maggio 1941. Ciononostante le perdite
subite in quell'occasione dalla 7a divisione paracadutisti germanica furono così proibitive
(superando il 25% dell'intera forza) da consigliare l'O.K.W. a non ripetere più simili operazio-
ni e a concedere a tale unità un lungo periodo di riposo e di riorganizzazione. Cfr. A. Santoni
e F. Mattesini, La partecipazione tedesca alla guerra aeronavale nel Mediterraneo (1940-
1945), Roma, Dell'Ateneo & Bizzarri, 1980, p. 84-95.
(11) Vds. al proposito T.C. Treadwell e A.C. Wood, Tbe first air war, Londra, Brassey's
Ltd., 1996.
(12) Tale innovazione conferì al Fokker Eindecker, aereo di per sé stesso tutt'altro che
manovrabile ed efficiente, una straordinaria anche se provvisoria supremazia nei cieli
d'Europa, soprattutto nelle mani dell'asso Max Immelmann, al punto che gli inglesi parlarono
di Fokker's scourge, cioè di "flagello Fokker". Cfr. R. Barker, Tbe Royal Flying Corps in France,
Londra, Constable, 1995, p. 94- 108 e ].A. Phelan, Heroes and airplanes of the Great War
1914-1918, Londra, Arthur Barker, 1967, p. 40-41 e 49-51.

