Page 161 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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DALLA  "NAZIONE  ARMATA" ALL'ESERCITO  PER  IL  NUOVO  SECOLO          151

             Tuttavia oggi,  alla vigilia del nuovo millennio molte cose sono cambiate e la
         questione non può essere ancora riproposta secondo il  vecchio schema militari-
         smo-antimilitarismo  che  non ci  permette  di  comprendere  la  nuova  realtà  che  si
         va configurando.
             Da parte del mondo militare occorre prendere atto,  che lo stato d'animo di
         rifiuto  infastidito  e/o di  indifferenza  verso  tutto  ciò  che  ha  a  che  fare  con  una
         divisa che si manifesta in settori sempre più larghi delle giovani generazioni, non
         è  sempre e tutto riconducibile a forme di "vetero" antimilitarismo - se mi si passa
         il termine- ma che è  in gran parte dovuto all'evoluzione culturale dell'occidente
         dove  l'eclissi  progressiva delle  nazioni di tipo ottocentesco e  la  crescente globa-
         lizzazione della  cultura,  oltreché  dei mercati,  sta facendo lentamente ma inevita-
         bilmente venir meno nella coscienza popolare (non so se anche da un punto di
         vista  tecnico)  le  ragioni  stesse  per  le  quali  200  anni  fa  era  nata  la  coscrizione
         obbligatoria  che aveva  dato vita  alla  "nazione armata":  per questo oggi- consi-
         derata l'evoluzione delle  tecnologie- appare sempre meno logico  a un numero
         crescente di giovani impegnare un anno della propria vita per assolvere un com-
         pito  che - a  torto  o  a  ragione  - si  ritiene  potrebbe  essere  affidato  con  molto
         maggior profitto a elementi professionisti.
             D'altra parte, anche per noi è  ora di grandi scelte, divenute improcrastinabili
         dopo gli eventi internazionali dell'ultimo decennio.  L'Italia  è  costretta ad agire,  a
         darsi,  in nome della propria sicurezza una "organizzazione della politica estera" e
         - di  conseguenza,  a  dotarsi  di  un  adeguato  strumento  militare.  D~po
         cinquant'anni di  confusione in materia,  ora sembra giunto il  momento di voltare
         pagina.  Non  si  tratterà  di  un  compito facile  sia  per quanto riguarda  l'individua-
         zione di un ruolo adeguato,  sia,  a maggior ragione,  per la creazione di un corri-
         spettivo  strumento  militare,  considerate  le  non  favorevoli  condizioni  finanziarie
         che hanno portato negli ultimi anni all'l% le  disponibilità del PIL  per la  "funzio-
         ne  difesa".  Ciò  comporterà  per  il  futuro  ulteriori  sacrifici  in  termini  di  quantità,
         con la speranza almeno di una contropartita in termini di qualità.
             Questi  sono  temi  che  riguardano  la  politica  militare  attuale  e  futura  del
         paese  e  che  pertanto  esulano  dal  campo  d'indagine  dello  storico;  ma  lo  studio
         della  nostra storia patria può fornirci  qualche suggerimento per l'azione,  almeno
         sul  piano  culturale,  terreno  sul  quale  personalmente  preferisco  muovermi.
         Sicuramente la  nostra  storia  recente ci  insegna  che le  Forze Armate  hanno biso-
         gno di "maggiore visibilità"; debbono farsi conoscere di più e meglio.
             Nel  secondo  dopoguerra  i  militari  hanno  spesso  lamentato  le  difficoltà
         incontrate nei rapporti col potere politico dal quale, spesso, si sono sentiti piutto-
         sto tollerati che accettati.  Giuste o  sbagliate che siano queste lamentele, è  indub-
         bio che questo stato d'animo ha contribuito a  produrre un atteggiamento  "difen-
         sivo",  per  così  dire,  del  mondo  militare  non  soltanto  nei  confronti  del  mondo
         politico,  ma  dell'intera  società.  Il  "basso  profilo"  tenuto  dalle  Forze  armate  in
         questi  anni,  ha contribuito  certamente  a  perpetuare l'esistenza  sul  loro  conto di
         stereotipi  negativi,  e  falsificazioni  frutto  di  anni  di  disinformazione  e  di  cattiva
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