Page 166 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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              stava  anzi  nascendo.  Il  parlamento  europeo,  per  quello  che  può  contare,  ha
              un'unica  commissione  per "politica  estera,  sicurezza  e  difesa".  La  situazione  ita-
              liana, come è noto,  è  in questo campo particolarmente negativa.
                  Proprio negli anni in cui gli Stati Uniti assumevano le loro responsabilità mon-
              diali,  i joint Chiejs  of Stqff raccomandarono  di  "mantenere .. .le  capacità  militari  al
              passo  con ...  gli  impegni  militari"  05)_  È stato Jean-Étienne-Casimir  de  Maureillan,
              un  generale  francese  che  prestò  servizio  sotto  la  rivoluzione,  l'Impero  e  la
              Monarchia legittima, a scrivere,  con una brillante formula,  che le  istituzioni milita-
              ri  migliori  sono  quelle  che  corrispondono  alle  risorse  finanziarie  in  tempo  di
              pace,  ma  allo  stesso  tempo  sono  in  grado  di  schierarsi  secondo  la  misura  dei
              bisogni in  tempo di  guerra 0 6 ).  La  lamentela dei militari  per i bilanci insufficienti
              in  tempo di  pace credo sia  una costante  di  tutti  i tempi  e  di  tutti  i paesi;  come
              tutte  le regole anch'essa ha avuto le  sue eccezioni che la  confermano:  penso ad
              esempio  che  l'esercito  della  Prussia  dall'avvento  di  Bismarck  e  poi  dell'Impero
              tedesco  abbia  avuto  poco  da  lamentarsi,  mentre  l'opinione  pubblica  britannica
              all'inizio di  questo secolo ottenne il  potenziamento del  programma di  costruzio-
              ne delle nuove navi da battaglia,  le  dreadnought.  Soprattutto nell'Italia  postbelli-
              ca  le  spese  militari  sono  state  però  percepite  come  improduttive;  proprio  defi-
              nendole così,  già  nel  1946  trenta  costituenti della sinistra  democratica,  tra  i quali
              Sandro  Pertini,  presentarono  un  emendamento  affinché  le  spese  militari  non
              potessero superare per nessuna ragione quelle della  pubblica istruzione.  La  con-
              ferenza  dei Rettori  nel  1947 appoggiò la  richiesta del presidente del CNR  di stor-
              nare l'l o  il  2%  per la  ricerca scientifica dagli "enormi" bilanci militari.  "Tutto ciò
              che si  riferiva  alla guerra, alle Forze Armate,  agli studi militari, veniva considerato
              in qualche modo opposto e  alternativo rispetto alla  crescita culturale e  alla  ricer-
              ca scientifica" cm.
              La forza militare nel mondo post-bipolare

                  Possiamo  sostenere  che  stiamo  andando  verso  una  progressiva  riduzione
              del ricorso alla forza  grazie alla diffusione della democrazia e  del libero mercato?
              È  l'opinione  espressa  anche  in  conclusione  ad  un  recente  volume  su  cinque
              secoli di relazioni internazionali, che constata un declino clamoroso della conflit-
              tualità  internazionale  e  azzarda  che  l'ultimo  decennio  abbia  rappresentato  il
              periodo più pacifico dell'ultimo mezzo millennio (lS)_  A parte la durata forse trop-
              po  breve  del  periodo  per  trarre  conclusioni  significative  (considerando  infatti
              tutto il secondo dopoguerra sono stati registrati ben 376 conflitti) (l9),  nella stessa
              opera troviamo una specificazione che limita assai il valore dell'affermazione pre-
              cedente:  "Naturalmente  da  questa  valutazione  sono  esclusi  i  conflitti  interni,  le
              guerre  civili".  Si  può  allora  forse  dire  che sono diminuite  le  guerre  classiche  (o
              meglio sono scomparse le  dichiarazioni di guerra),  ma non è  affatto diminuita la
              violenza internazionale,  della  quale  anzi giustamente si  prevedeva alcuni anni fa
              un aumento,  in parallelo "con l'aumento progressivo dei bisogni e con l'aggiunta
              di quelli immateriali a quelli materiali" (ZO)_
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