Page 192 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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              7.  L'apporto  del volontarismo  risorgimentale  alla  causa  nazionale  e  per la  for-
                mazione della classe dirigente italiana fino all'inizio del secolo XX è stato, sen-
                za  dubbio,  fondamentale.  Tuttavia  esso  ha  avuto  seri  e  innegabili  limiti
                tecnico-militari finora  trascurati dalla critica storica,  vittima della  retorica  fino
                all'ultima guerra e,  dopo,  portata spesso a  sopravvalutame i meriti e  le gesta
                anche  in  chiave  di  più  o  meno nascosta  e  sottile  polemica  contro  l'esercito
                regolare piemontese e  italiano.  Nel  concreto,  il  volontarismo non può essere
                presentato né come formula organica realmente alternativa e  vincente rispet-
                to all'esercito permanente, né come rappresentante dell'anima popolare e  de-
                mocratica  al  confronto  con  l'esercito  regolare,  espressione  dei  moderati  e
                della monarchia.
              8.  I volontari erano notoriamente un'élite sociale;  solo 1/4 dei mille erano ope-
                rai  e  artigiani,  il  resto  erano studenti  o  benestanti.  Ne  erano totalmente  as-
                senti- come lamenta Garibaldi- i contadini, dai quali era composto invece,
                in gran parte,  l'esercito regolare  (superfluo ricordare  che i contadini,  per lo
                più  analfabeti,  erano allora  la  massa  del  popolo  italiano).  Ne  consegue che
                il  volontarismo,  fenomeno  tipicamente  d'élite,  è  sempre  stato  l'antitesi  della
                nazione armata e dell'esercito di popolo; se si vuole, ha rappresentato quan-
                to poteva dare,  in  quel momento,  una società civile  priva di tradizioni  mili-
                tari  come  quella  italiana.  Carlo  Cattaneo  nell'Insurrezione di Milano  del
                1848,  pur  apprezzando  il valore  dei  volontari  deprecava  che  "i  giovani,
                quanto  più  culti  [. .. ]  anteponevano  mettersi  a  spalla  la  carabina,  all'andare
                colle  insegne  di  ufficiali  recando  tra  le  moltitudini  armate  il  frutto  de'  loro
                studi".  Non approvava perciò "l'istituzione di  battaglioni accademici e  di le-
                gioni sacre, irrilevanti sempre per numero tra le masse inerti.  Egli è  come se
                in un corpo vivente  si  separassero i nervi  dai  muscoli ...... ".
              9.  L'apporto del volontarismo non poteva entrare nella preparazione delle guer-
                re e  delle operazioni, perché il  volontario intendeva battersi solo se e  fino a
                quando condivideva gli  scopi della guerra,  quindi non era mai  possibile sa-
                pere  in  anticipo  su  quanti volontari  (e  fino  a  quando)  si  poteva contare.  Il
                volontario  obbediva solo  agli  ordini che  condivideva  e  a  Capi  che stimava;
                non amava il  pur necessario addestramento,  né  la  disciplina  e  la  vita  di  ca-
                serma;  non amava  quindi l'esercito  regolare e  non ne era amato,  perché ri-
                teneva la disciplina militare - a prescindere dal modo con cui veniva applicata
                e  dalla sua  qualità - cosa  da contadini non adatta a  menti,  anzi  a  "baionette
                pensanti"  e  istruite.  I reparti volontari non avevano Stati Maggiori professio-
                nali, logistica e valide artiglierie; in genere, supplivano con il coraggio e  l'en-
                tusiasmo  (che  non  potevano  durare  a  lungo)  alla  mancanza  assoluta  o
                carenza di ciò che si chiama organizzazione e preparazione militare. Capi ca-
                rismatici come Garibaldi li hanno spesso condotti alla vittoria, compiendo au-
                tentici  miracoli  con  questi  giovani  ardimentosi.  Ma  cosa  sarebbe  stato  il
                volontarismo italiano senza Garibaldi? Senza dubbio,  avrebbe avuto un peso
                di  gran  lunga  minore.  Né  può  essere  dimenticato  che  con  la  sua  formula
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