Page 198 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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punto, direi anche europei) non abbiano studiato la guerra civile americana
1861-1865, quindi non ne abbiano tratto i dovuti ammaestramenti sull'importan-
za del fuoco, della guerra di trincea, ecc..
Sul primo argomento va ricordato che Mariano D'Ayala, ufficiale e patriota
napoletano esule in Toscana e in Piemonte, nel 1850 pubblica un libro finora
ignorato con il titolo Degli Eserciti nazionali, CSlJ nel quale sostiene per primo
idee che solo dopo il 1945 sono state pienamente recepite dall'Art. 52 della
Costituzione ("L'ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democra-
tico della Repubblica") e dalle leggi e regolamenti che ne sono derivati. Premesso
che l'Esercito deve essere in armonia con la società e con le Istituzioni demo-
cratiche, secondo il D'Ayala:
le leggi militari, in quanto secondarie e derivate rispetto alla legislazione civi-
le primaria, non devono essere con essa in contrasto;
i vari gradi militari devono essere uguali davanti alla legge;
i militari devono godere dei diritti politici;
occorre perciò stabilire una distinzione netta tra lo status giuridico del milita-
re in servizio e quello del militare fuori servizio, che gode dei diritti di tutti i
cittadini e non è tenuto all'obbedienza militare;
la disciplina deve essere umana e basata sul consenso; il militare è tenuto
all'obbedienza "cieca e passiva" solo ad ordini dati nei limiti della legge;
l'Esercito non deve essere impiegato nelle competizioni politiche interne.
Il D'Ayala è moderno anche nel sostenere, diversamente da gran parte de-
gli scrittori di ogni tempo, che il servizio militare volontario non necessariamente
è in contrasto con le Istituzioni democratiche: anzi il servizio di leva, che co-
stringe a portare le armi anche chi non ne ha la vocazione e le doti necessarie,
a suo parere deve essere previsto solo se il reclutamento volontario non ha un
gettito sufficiente.
Ho già esaminato gli ammaestramenti che la stampa militare italiana del se-
colo XIX ha tratto dalla guerra civile americana 1861-1865 in una comunicazio-
ne al XVIII Congresso Internazionale di Storia militare 0992) (5Z). In sintesi:
l'impostazione strategica della guerra americana in ambedue i campi si richiama
a Jomini. Anche il regolamento di esercizio della fanteria in vigore in ambe-
due le parti si richiama a quelli francesi del tempo;
il livello di preparazione e le modalità di organizzazione degli Stati Maggiori
americani rimangono assai inferiori a quelli dei principali eserciti europei;
riscuotono apprezzamento, invece, l'introduzione di nuovi ritrovati (mitraglia-
trici Gatling, grosse artiglierie ecc.) e di nuovi capi d'equipaggiamento, il lar-
go ricorso alle ferrovie anche per esigenze logistiche e di sgombero feriti, talune
innovazioni ordinative (creazione di un Signa! corps, separazione dell'Artiglieria
in una branca operativa e in una logistica), i moderni criteri per la produzio-
ne militare di massa;
la lunga durata della guerra e le ingenti perdite e spese che essa comporta
sono generalmente attribuite allo scarso addestramento di Comandi, Quadri e
truppe e alla composizione e scarsa disciplina degli eserciti contrapposti (che

