Page 199 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À PENSEif':. 189
sono di massa e di milizia). Ne consegue che le truppe in campo non sono
idonee a conseguire risultati decisivi;
non sfugge affatto il largo ricorso al trinceramento e agli ostacoli artificiali (tut-
ti i soldati sono muniti di vanghetta). In particolare, il nostro generale Marselli
sulla Rivista Militare Italiana dal 1867 scrive che "uno degli elementi che cre-
scerà nella guerra sarà per fermo la fortificazione passeggera [cioè lo scavo di
trincee, la fortificazione campale - N.d.a.]";
la guerra di trincea è solo uno degli aspetti del conflitto ove, in determinate
fasi, si assiste anche a una guerra di movimento con l'ausilio delle ferrovie, a
raids di masse di cavalleria, ecc.;
- nella guerra franco-prussiana del 1870/1871, un esercito europeo ben co-
mandato, ben addestrato e provvisto di tutti i nuovi ritrovati tecnici come quel-
lo prussiano ha sconfitto in pochi mesi un esercito anch'esso moderno e di
gran fama come quello francese, che pure aveva adottato una dottrina difen-
siva, già possedeva le mitragliatrici e dava grande importanza al fuoco, alle
posizioni e alle fortificazioni. Ne è derivato un modello seguìto da tutti gli
eserciti europei fino al 1914, anche perché i politici erano concordi nel chie-
dere e ritenere possibile solo una guerra breve, decisiva e quindi economica;
tale modello ha retto anche dopo la guerra russo-giapponese del 1904-1905,
nella quale l'esercito giapponese ha compiuto vittoriose offensive nonostante
l'impiego abbastanza esteso di mitragliatrici;
nel campo navale, le conseguenze dello scontro di Hampton Roads (1862) tra
le due navi corazzate costiere Monitor e Merrimac se mai sono state soprav-
valutate. Ad esempio, nello stesso anno 1862 la Rivista Militare Italiana de-
dica due lunghi articoli al problema delle corazze e delle navi corazzate,
concludendo che "il dominio dei mari apparterrà allo Stato che pel primo avrà
saputo provvedersi di alcune di coteste macchine infernali, che sono inab-
bordabili ed insommergibili, e da cui tutta un'armata in legno può essere in
breve distrutta .... ". Dopo tutto, nella guerra del 1866 la Marina italiana già di-
sponeva di un buon nucleo di moderne navi corazzate (che non è bastato);
come e più delle contemporanee guerre prussiane del 1864, 1866 e 1870-1871,
anche la guerra americana dimostra la validità dell'assetto jominiano e clau-
sewitziano che solo l'offensiva e la grande battaglia sul modello napoleonico
possono condurre in tempi ristretti a risultati risolutivi;
la guerra 1914-1918 è stata di trincea solo sul fronte occidentale e italiano e
specie nel periodo 1915-1917. In Europa all'inizio della guerra, su altri teatri
d'operazione e ovunque nel 1918, essa è stata anche di movimento.
In conclusione, posto che non si può chiedere doti profetiche ai vertici po-
litico-militari sarebbe semplicistico affermare che non sono stati tratti ammaestra-
menti dalla guerra americana. Oltre tutto, gli stessi ammaestramenti potevano essere
tratti - e in buona parte sono stati tratti - dalle guerre europee dal 1859 al 1870
e dalla guerra russo-giapponese. Non si può ridurre la guerra di trincea alla
prevalenza del binomio mitragliatrice-reticolato (che è un fatto tattico) e alla
cecità e insensibilità degli Stati Maggiori: il fenomeno è assai più complesso e

