Page 203 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAÌTRES À PENSER":. 193
è stato caposcuola degli ufficiali innovatori, sostenendo sulle orme del Tocqueville
la necessità di introdurre un nuovo tipo di disciplina, con la correlata esigenza
di rimodulare la figura dell'ufficiale, del sottufficiale e dello stesso soldato. Sotto
questo aspetto, La Vita del Reggimento oltre a dare un'insostituibile immagine
dell'esercito del tempo può essere definita la prima opera italiana di sociologia;
ma anche nella Guerra e la sua storia uno dei motivi salienti è il rapporto tra eser-
cito e società democratica e la necessità che l'istituzione militare si metta al passo
con i tempi. Proseguendo sulla strada aperta dai suoi conterranei D'Ayala e Pepe,
il Marselli ritiene che non bisogna opporsi al progresso sociale e alle nuove idee,
ma si deve prenderne realisticamente atto per rinnovare l'istituzione militare:
anche gli eserciti soggiacciono all'azione delle nuove idee, come dimostrasi
dai chiari segni del tempo. Le correnti della società moderna premono e ir-
rompono da tutte le parti, e le antiche moli militari sono divenute carcasse che
fanno acqua e vogliono entrare nel bacino da raddobbo. Lo sviluppo dell'istru-
zione, la razionalità del comando, il rispetto dell'opinione dei comandati, il
campo aperto alla discussione e al merito, la compiuta distruzione di ogni sor-
ta di privilegio, il servizio militare obbligatorio coi necessari correttivi, l'indi-
vidualismo che prende il nome di iniziativa e di responsabilità (diffuse su tutti
i gradi della gerarchia), la tendenza a distruggere qualunque cosa che possa
separare profondamente il soldato dal cittadino e costituire l'esercito come
una casta nel paese, ecc., sono indizi evidenti che gli eserciti si vanno tra-
iformando con la società; e fanno bene, ed è questa l'unica condizione di vi-
ta
