Page 208 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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            creava una specialità "concorrenziale" (e appartenente allo stesso filone dei "cac-
            ciatori")  per  i  bersaglieri,  e  perché  depauperava  ulteriormente  la  fanteria  (ciò
            non significa,  però,  che le  compagnie alpine siano state inizialmente messe alle
            dipendenze dei distretti per mascherare la  nascita  di  una  nuova specialità).
                Nel periodo che va dall'inizio del secolo XX alla prima guerra mondiale ac-
            quistano  rilievo  particolare  gli  scritti  di  due  autori  (il  colonnello  e  deputato
            Fortunato Marazzi  e  un certo Mario  Morasso)  le  cui idee  precorritrici sono state
            già da me ricordate ClO).
                 Nella  sua  contestata  opera L 'Esercito  dei tempi nuovi (1901)  C7l)  il Marazzi
            dimostra l'infondatezza dei due cardini delle tesi dei sostenitori della nazione ar-
            mata sul tipo svizzero,  cioè il  minor costo di  tale  sistema  e  la  possibilità  di  co-
            stituire in pochissimo tempo (anzi,  improvvisare) un esercito numeroso e valido.
            Il modello da lui suggerito prevede una strategia difensiva-controffensiva con un
            esercito  di  qualità,  Quadri  molto  scelti  formati  in  un'unica  "Università  militare"
            (come è  avvenuto solo dopo il 1945),  reclutamento regionale,  sedi fisse  dei reg-
            gimenti  (cioè  abolizione dei frequenti  spostamenti specie della fanteria  e  caval-
            leria), scissione delle Armi "dotte" (artiglieria e genio) in un'aliquota combattente
            e  una tecnico-logistica,  abolizione  dell'obbligo della  dote  per le  mogli  degli uf-
            ficiali  (che crea  molte famiglie  irregolari),  ferma  tendenzialmente ridotta  contro-
            bilanciata dall'istruzione militare della gioventù nelle scuole, tendenza ad abolire
            o  almeno a  limitare  a casi eccezionali l'intervento dell'esercito in ordine pubbli-
            co,  e  infine  abolizione  dei Servizi  logistici  militari  (ospedali  e  farmacie  militari;
            stabilimenti  militari)  e  dei Tribunali  militari,  con  il  conferimento  della  massima
            autonomia logistico-amministrativa  al  livello di reggimento.
                Le  truppe  così  formate  si  articolerebbero  in  "Prima  Schiera"  (alpini,  bersa-
            glieri,  aliquote  di  fanteria  e  artiglieria)  con il  compito  di  contrastare  al  nemico  i
            passi  delle  Alpi,  "Seconda  Schiera"  (truppe  destinate  a  presidiare  la  linea  pede-
            montana) e "Terza Schiera" (le rimanenti forze  di riserva e  per la difesa marittima).
            Come si vede,  un complesso di provvedimenti spesso lungimiranti ma prematuri,
            destinati a  trovare in parecchi casi realizzazione concreta solo dopo il 1945.
                Mario Morasso, un nome oggi ancor più ignorato di quello del Marazzi,  nel
            1914 - a  conflitto  appena iniziato - prevede  la  futura  guerra aerea,  di  macchi-
            ne,  industriale  e  di  trincea,  non  senza  cadere  in  talune  fantasiose  esagerazioni
            che  lo  qualificano  come  probabile  aderente  al  futurismo  (7Z)_  A  suo  avviso  la
            guerra non è  qualcosa  di  mistico o  di  insano  e  folle,  ma un fenomeno  naturale
            e  un'industria.  In  futuro  potranno  abolirla  o  almeno  renderla  rara  non tanto  le
            utopie  dei  pacifisti  e  degli  antimilitaristi,  ma  le  esigenze  del  nuovo  capitalismo
            industriale,  che  ha  bisogno  di  espandersi,  di  internazionalizzarsi  sempre  di  più
            e  di  abolire  qualsiasi  ostacolo  agli  affari,  costringendo con il ricatto  del  denaro
            e  del commercio i popoli più  aggressivi  a  venire a  più  miti  consigli.
                 Per il Morasso saranno i capitani d'industria - e  non più i generali - a  co-
            stituire  l'élite dirigente  delle  future  guerre,  dominate  dalle  macchine  e  in  parti-
            colare  dal  mezzo  motorizzato  a  benzina  e  dall'aereo.  L'uomo  sarà  al  servizio
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