Page 209 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI  INASCOLTATI  E  "MAITRES À  PENSER": ...                      199

         della  macchina,  non viceversa.  Il  motore  a  benzina  rivoluzionerà  la  guerra  ter-
         restre,  sia sostituendo le interminabili colonne dei carri a traino animale e  le sal-
         mede,  sia  abbinandosi  al  cannone per formare  l'artiglieria  semovente e  il  carro
         armato.  In tal modo  "le automobili  corazzate forniranno  il  nerbo,  il  grosso del-
         la truppa, saranno i reggimenti dell'avvenire, l'arma principale delle battaglie, co-
         me lo  erano  una  volta  i  ferrati  paladini eretti  sui  loro  tarchiati  cavalli".  E già  il
         Morasso prevede carri  armati  leggeri,  medi e  per impiego speciale ...
             Riguardo alla guerra aerea, il Morasso prende atto che al momento aeroplani
         e  dirigibili sono appena all'inizio del futuro sviluppo, perciò non consentono una
         cooperazione efficace con i mezzi terrestri:  ma in futuro,  quando l'aeroplano sarà
         più  perfezionato,  ciò  diventerà  possibile,  costringendo  i  combattenti  a  interrarsi
         profondamente per sfuggire alla  potenza del fuoco aereo e  terrestre.
             Per ultimo,  non va  dimenticata  la  nascita  all'inizio  del  secolo  di  un  nuovo
         concetto di storia militare e  di histoire-bataille,  che consente anche di fare  i con-
         ti fino in fondo con due eventi - Custoza e Lissa - i cui riflessi morali al momento
         sono ancora ben vivi.  Con la  descrizione della  guerra ispano-americana del  1898
         e  della guerra russo-giapponese (1904-1905),  Domenico Bonamico fornisce  un in-
         superato  esempio  di  buona  e  autentica  histoire-bataille,  non  solo  inserendo  le
         operazioni navali in quelle militari in genere, ma esaminando la parte strategica e
         militare  alla  luce del  quadro politico-sociale,  dell'indole dei popoli in  guerra,  del
         loro sistema  di  governo ecc. C 7 3).  Lo  stesso fanno  il  generale Pollio - poi Capo di
         Stato Maggiore  dell'Esercito- e  il  maggiore  dell'Esercito  Domenico Guerrini,  che
         esaminano  eventi  cruciali  e  ancora  delicati  come  le  battaglie  di  Custoza  e  Lissa
         senza alcun intento difensivistico, protezionistico, retorico e riduttivo, facendo emer-
         gere chiaramente - là  ove vi  sono - errori e  responsabilità e  traendone validi in-
         segnamenti  per  il  futuro.  Ci  troviamo  quindi  di  fronte  ai  primi  esempi  di  una
         storiografia laica,  nel senso migliore del termine:  che cioè pur risentendo del per-
         sonale modo di sentire,  della professione militare e  della mentalità dell'autore, in-
         tende realmente inseguire la verità senza condizionamenti, senza omaggi a logiche
         corporative o  correnti di pensiero accademiche e  senza intenti aprioristici C 74 ).


         Dalla prima alla seconda guerra mondiale (1919-1940): stasi e retorica del
         pensiero militare?

              Nonostante Douhet, taluni storici italiani  del dopoguerra insistono sul piat-
         to conformismo, sulla scarsa originalità,  sull'adesione alla retorica imprante e  al-
         la propaganda di  regime della letteratura militare  del periodo tra  le due guerre.
         Ciò è  vero solo in parte, e  limitatamente al  periodo  1936-1940:  ma,  per il  resto,
         come  abbiamo  dimostrato  in  una  recente  opera C 7 5)  la  letteratura  militare  degli
         anni Venti  è  particolarmente viva  e  non manca  di  dibattiti  specie  tra  esponenti
         di  Forze Armate  diverse.  Anche  negli  anni Trenta,  particolarmente  sulla  Rivista
         Aeronautica e  sulla  Rivista Marittima non sono rari  i  confronti di idee C 76 ).  Nel
         1933 una circolare del Sottosegretario di Stato  per la  guerra esorta gli  ufficiali  a
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