Page 214 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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                 Anche negli anni Trenta non sono mancate idee interessanti. Nel 1931  il  ge-
             nerale Francesco Saverio Graziali (appoggiato dal generale De Bono) C 87 )  sostie-
             ne (citando tra  l'altro  il  famoso  libro  antimilitarista di Remarque All'Ovest niente
             di nuovo) la necessità di sviluppare forze  meccanizzate e  corazzate capaci di ot-
             tenere risultati  decisivi,  onde  evitare gli  inutili massacri tipici  della prima guerra
             mondiale (dai  quali  occorre  trarre  corretti  ammaestramenti,  visto  che non sono
             utili,  anzi fuorvianti  "l'oratoria commemorativa ufficiale,  i racconti dalla viva vo-
             ce dei  reduci  e  le  relazioni  militari  ufficiali").  Invece  il  ten.  col.  Adolfo  Infante,
             già addetto militare in Inghilterra, nel  1934 propone la costituzione di brigate co-
             razzate  sul  modello inglese CSS).
                 Un ultimo profeta inascoltato è  il tenente colonnello di fanteria  in congedo
             Emilio  Canevari C 8 9),  che oltre  a  introdurre fin  dagli anni Venti  (sia  pur con fina-
             lità politiche) lo studio di Clausewitz in Italia,  intorno alla metà degli anni Trenta
             condanna, come Douhet, la condotta della prima guerra mondiale e  propone so-
             luzioni  ordinative  corrette  ma agli  antipodi  di  quelle  poi effettivamente  adotta-
             te:  niente  compensazione  della  qualità  con  il  numero  ma  Esercito  formato,  in
             guerra,  solo dalle classi più giovani,  con consistenza proporzionata alla capacità
             dell'industria  nazionale di  fornirgli  armi  e  equipaggiamenti moderni;  Quadri uf-
             ficiali  selezionati in base al  carattere,  dotati di iniziativa  e  amore per la  respon-
             sabilità;  solido  inquadramento  di  sottufficiali;  Esercito  sempre  operativo  e
             perfettamente addestrato in grandi campi d'istruzione, che rimane fuori dalle ca-
             serme  il  più  possibile;  massimo  sviluppo  della  cooperazione fanteria-artiglieria,
             costituzione quando necessario  di  raggruppamenti tattici  pluriarma,  ecc ..
                 Canevari  è  stato  anche  l'unico  a  trarre  fin  dal  1937  dalla  guerra di  Spagna
             ancora  in  corso  ammaestramenti  preveggenti  mai  presi  in  considerazione C90):
             scarsa rispondenza della formula organica della "divisione binaria" appena adot-
             tata  (da lui  giudicata  a  ragione  povera di forze  e  di fuoco,  visto  che per avan-
             zare  occorre  "non  il  fuoco,  ma  un  uragano  di  fuoco");  efficacia  dell'aviazione
             d'assalto;  armamento  della  fanteria  (con  particolare  riguardo  al  fucile  mitraglia-
             tore  Breda  30  e  alle  bombe  a  mano  SRCM)  da  rivedere.  Su  quest'ultimo  argo-
             mento,  si  deve  constatare  che  le  proposte  del  Canevari  (armamento  del  fante
             con moschetto  automatico;  plotone armi d'accompagnamento con mortai  e  mi-
             tragliatrici  nella  compagnia  fucilieri,  ecc.)  hanno  trovato  una  risposta  concreta
             solo nell'ordinamento e  armamento dell'Esercito  dei recenti anni Sessanta.
                 Canevari  ha avuto  solo  il  torto  di  valutare  negativamente  le  possibilità  fu-
             ture  del carro  armato;  in  proposito,  va  ricordato  che  nel  1937  la  nota  riunione
             dei generali sulla divisione "binaria" è  stata seguita da una riunione sul carro ar-
             mato finora ignorata,  da me recentemente descritta sulla base del resoconto che
             ho ritrovato all'Ufficio Storico SME C91).  In tale occasione il generale Bastico,  che
             aveva  appena lasciato il  comando delle truppe volontarie italiane in Spagna,  ha
             dichiarato (e non è  stato il  solo) che il  carro leggero L/3  - la  cui  produzione è
             inutilmente  continuata anche durante la  guerra - era ormai superato.
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