Page 215 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À PENSER":. 205
Non si può chiudere il periodo senza ricordare uno scritto finora ignorato
del generale (allora colonnello) André Beaufre (''tanto nomini...") che nel 1939,
proprio in coincidenza con l'inizio della seconda guerra mondiale, ha pubblica-
to un articolo nel quale, benché non sia ancora comparsa la bomba atomica, an-
ticipava la tematica tipica della guerra fredda: Une forme nouvelle des coriflicts
internationaux: la paix-guerre (9Z). Questa "paix-guerre" sarebbe la strategia al-
lora adottata (o da adottare) nei riguardi del revanscismo tedesco da parte del-
la Francia e dell'Inghilterra, tenendo presente che "la conception classique de la
guerre conduit à une forme de conflits qui ne répond plus aux possibilités ni
aux necessités de l'Europe d'aujourd'hui" e che "la victoire ne paie plus [. . .] l'opi-
nion publique de la plupart des nations europeénnes se refuse instinctivement
à l'idée de la guerre, car la dernière a laissé une impression profonde d'horreur
et d'inutilité". In effetti, già negli anni Trenta la Francia e l'Inghilterra hanno ten-
tato, senza successo, di sostituire l'impiego effettivo delle armi contro la Germania
con una guerra politica, diplomatica, economica ecc., lasciando allo strumento
militare un ruolo in prevalenza dissuasivo. E già Beaufre parla di "punti critici",
di "soglie" da non superare, di stati intermedi tra guerra e pace ....
Cenni sul periodo della guerra fredda(1945-1989): apporti italiani tra-
scurabili?
Per ovvie ragioni, dopo il 1945 il contesto internazionale e interno italiano
non ha certo favorito l'elaborazione di teorie, strategie e dottrine originali e con
una prospettiva nazionale. Ciononostante, in questo periodo sono nate ugual-
mente idee degne di attenzione, che oggi si tende ingiustamente a dimenticare
privilegiando - spesso senza vera necessità fonti straniere. Da segnalare, anzi-
tutto, l'interesse, il livello e la libertà del dibattito che si svolge sulle riviste del-
le tre Forze Armate dal 1945 al 1949, nel quale prevalgono due motivi: la futura
collocazione internazionale dell'Italia e i nuovi criteri con i quali impostare la ri-
costruzione delle Forze Armate, eliminando limiti e lacune ampiamente emersi
nel corso della guerra.
Lo stesso generale Raffaele Cadorna, figlio di Luigi Cadorna e primo Capo
di Stato Maggiore dell'Esercito del dopoguerra, può essere definito un profeta
inascoltato; dopo una franca e dura critica alla leadership e all'organizzazione
del passato ha delineato infatti un programma per un Esercito di leva ma di qua-
lità, con Quadri assai scelti, molto addestrato, a spiccata fisionomia operativa,
con struttura logistico-amministrativa alleggerita, ecc. che poi non è stato attua-
to privilegiando come sempre il numero (93).
Tra gli scrittori militari spiccano due nomi: il generale dell'Esercito Paolo
Supino e il generale dell'Aeronautica Amedeo Mecozzi. Il generale Paolo Supino
è stato il maggior teorico italiano della guerra fredda e della strategia globale,
con una nutrita serie di articoli sulla Rivista Militare e con diverse opere pub-
blicate nel periodo 1951-1965; ha inoltre indicato i lineamenti di una possibile

