Page 217 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
P. 217

PROFETI  INASCOLTATI  E  "MAITRES À PENSER": ..                        207


         operative e  la  cui mobilità  vanno potenziate con l'apporto di  una forte  aviazio-
         ne da combattimento e  trasporto.  L'impiego delle forze  aeree non deve però es-
         sere  subalterno  rispetto  alle  operazioni  terrestri,  ma  deve  essere  con  esse  in
         armonia  mediante  una  strategia  e  un'organizzazione  realmente  interforze,  che
         escluda  strategie  di  Forza  Armata  e  "poteri"  (terrestre,  marittimo,  aereo ..... )  se-
         parati,  indipendenti e  di per sé decisivi.
             Fino  al  1970  il  pensiero  aeronautico è  stato  dominato  dal  già  citato  gene-
         rale Mecozzi, che dato anche il suo carattere difficile ha avuto rapporti· assai tem-
         pestosi con l'establishment politico e  aeronautico del tempo C95)_  Oltre a  ribadire
         la validità delle sue teorie sull'aviazione d'assalto - confermate,  come si  è  visto,
         dalla formula  del cacciabombardiere - Mecozzi con forti  accenti polemici difen-
         de a  spada tratta il principio,  già  douhetiano,  dell'autonomia  e  dell'impiego  ac-
         centrato delle forze aeree. In questa prospettiva si inseriscono alcune sue intuizioni
         che  avrebbero  potuto  farne  - ma  non  ne  hanno  fatto  - un  "maitre  à  penser",
         anche per l'odierno  impiego dell'aviazione.
             Con un lungo articolo sulla  Rivista Aeronautica n.  1-2-3/1945  dal  titolo  si-
         gnificativo  L 'aviazione diventa inutile? egli è  stato il  primo a  trarre  tutte  le  con-
         seguenze strategiche dalla comparsa della guerra missilistico-spaziale, con i missili
         V-1  e  V-2  tedeschi  che  hanno  sostituito  nell'attacco  alle  città  inglesi  quell'avia-
         zione  strategica  che la  Germania  non possedeva.  Benché  al  tempo non sia  an-
         cora stata  lanciata la  bomba  atomica,  Mecozzi afferma  che  non si tratta  di armi
         sussidiarie destinate a  integrare il  ruolo dell'aviazione,  ma di una "forza  nuova"
         capace di  assorbire  i compiti di  arma  di  distruzione di  massa  già  "erroneamen-
         te"  attribuiti  da Douhet al  grande aereo da bombardamento.  Di  conseguenza, a
         suo avviso  all'aviazione  rimarrà  solo  il  ruolo  "controforze"  con bombardamenti
         selettivi e  di precisione effettuati da cacciabombardieri.  È quanto è  avvenuto fi-
         no ai  nostri  giorni,  con  il  ruolo  di  armi  di distruzione  di  massa  sempre  più  ri-
         servato ai missili intercontinentali e con le missioni tipiche dei cacciabombardieri
         (che come già detto tendono ad evitare con bombardamenti di  precisione, bom-
         be "intelligenti"  ecc.  i danni collaterali).
             Va  infine ricordato che dal1945 al 1970 Mecozzi, sia pur pervenendo a con-
         clusioni non condivisibili,  ha posto due problemi reali:  la  collocazione dell'Italia
         nel  nuovo  contesto  internazionale  con  la  correlata  necessità  di  salvagt~ardare
         l'identità nazionale, e  il  rapporto - da sempre travagliato - tra Aeronautica e for-
         ze di superficie specie nel contesto NATO  del  tempo.  L'eccessiva vis polemica e
         la  tendenza  a  personalizzare  i  contrasti  di  idee  hanno  purtroppo  contribuito  a
         far  dimenticare,  o  quasi,  il  molto  di  buono e  di  attuale  che contengono  i  suoi
         scritti;  comunque sia,  si  tratta  forse  dell'ultimo autore militare  e  aeronautico ori-
         ginale e  di  peso internazionale - anche se poco conosciuto e  studiato - che ab-
         bia  avuto l'Italia.  Un  autore  che - con Douhet - segna  il  primato  del  pensiero
         aeronautico italiano,  con opzioni strategiche tuttora valide.
   212   213   214   215   216   217   218   219   220   221   222