Page 219 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI  INASCOLTATI  E  "MAITRES À PENSER": ...                       209

          Douhet...)  non hanno  fatto  che  dare forma  organica  e  sistematica  a  idee,  aspi-
          razioni, esigenze strategiche in precedenza già ben vive nella loro Nazione,  o  in
          Europa.
              Premesso che non si  deve mai scindere il trinomio contesto politico-socia-
          le - progresso degli armamenti - arte militare,  si  potrebbe osservare che,  come
          afferma lo  stesso Jomini,  la  strategia  napoleonica  non è  che la  continuazione -
          con le stesse armi ma in un mutato contesto politico-sociale - di quella di Federico
          II  di  Prussia,  che il Von  Schlieffen e  la  scuola strategica tedesca prima del  1914
          continuano  a  ispirarsi  alla  battaglia  d'annientamento di  Canne  e  che,  come os-
          serva  nei  citati  saggi  il  generale  Maravigna,  il  Blizkrieg tedesco  non  fa  che  ri-
          prendere la strategia napoleonica (guerra  rapida e  decisiva)  con nuovi mezzi,  e
          principalmente con il  carro  armato.
              In fondo,  la  stessa strategia della guerra fredda conserva sullo sfondo - sia
          pur allo  stato  potenziale - la  rapida  debellatio  del  nemico  alla  maniera  napo-
          leonica.  A  loro  volta,  le  strategie  del  periodo post-guerra  fredda  riprendono  le
          strategie delle guerre di gabinetto dei secoli XVII - XVIII,  o, se si preferisce, l'im-
          piego concertato di forze  terrestri e  navali  per "proiezioni di  potenza"  onde ri-
          stabilire l'ordine in qualche  parte del globo,  spesso attuato specie dalla  Francia
          e  dall'Inghilterra  (ma anche dall'Italia)  nel secolo scorso e  fino  al  1914 ...  C9B).  A
          ciò si aggiunga che le cosiddette "rivoluzioni" (delle armi da fuoco, di Napoleone,
          dell'Arma aerea,  della bomba atomica) non sono mai state tali o  interamente ta-
          li,  perché  non  hanno  mai  provocato  rivoluzioni  di  pari  portata  né  nella  strate-
          gia,  né nella tattica e  nell'ordinamento e  armamento delle truppe (dove,  magari
          per secoli,  il vecchio  è  rimasto  accanto  al  nuovo).  Per giunta,  anche  le  rivolu-
          zioni  politiche  del XX  secolo - a  cominciare  da quella  bolscevica - non hanno
          affatto  provocato una rivoluzione di  pari  portata  negli  strumenti militari  ai  qua-
          li  hanno fatto  ricorso  per affermarsi.  Persino  nel  campo della  disciplina  dura  e
          assoluta - mi  riferisco  alle  fucilazioni - Lev  Trotskij,  al  quale  si  deve  la  vittoria
          comunista  in  Russia  nel  1917-1922,  non  ha  certo  avuto  la  mano  più  leggera  di
          un Cadorna o  di un ]offre,  anzi ha avuto la  mano decisamente più  pesante.
              I  profeti e  maftres à  penser prima  citati  inducono  perciò  ad  approfondire
          anche la tematica - estremamente complessa e variegata - dei contenuti, del ruo-
          lo,  dell'esatta  collocazione  nel  sapere scientifico  della  storia  militare,  con parti-
          colare riguardo a  quattro argomenti:  a)  rapporto tra  storia  delle idee e  histoire-
         . bataille;  b) possibilità o  meno di  studiare la  strategia in una prospettiva esclusi-
          vamente o  prevalentemente attualizzante,  cioè senza considerarne i legami con
          la storia;  c) rapporto della storia militare con le  altre storie;  d) ruolo della storia
          militare  nella formazione  dei  Quadri.
              L"'utilità"  di una disciplina scientifica non è  certamente il solo parametro di
          giudizio;  tuttavia un approccio anzitutto  utilitaristico  a  questi  argomenti è  d'ob-
          bligo,  perché fornisce  interfaccia importanti per definire  la  reale fisionomia  del-
          la  storia  militare,  le  sue  origini  e  il suo  rapporto  con  la  cultura  militare  e  la
          cultura in genere.  Sotto questo profilo,  è  un fatto  che dopo il 1945  le  relazioni
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