Page 223 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À PENSER": ... 213
In definitiva, a parte ogni altra considerazione sulla sua validità e sul suo
ruolo, paradossalmente la storia delle idee dovrebbe essere apprezzata proprio
da coloro che più la spregiano, cioè i fautori dell' histoire-bataille. Se si ammet-
te che essa è un passaggio obbligato per ben comprendere gli eventi, si deve
anche ammettere che un'indagine sulle idee e sulle dottrine dovrebbe far parte
integrante - da sempre - delle buone histoires-bataille. E poiché quest'ultime
non sono frequenti, ciò che è stato fatto negli ultimi anni nel campo della sto-
ria delle idee - non escluso questo stesso contributo - assume anzitutto una fun-
zione di supplenza e in certo senso dimostrativa. Serve cioè a colmare almeno
parzialmente dei vuoti, dei fragorosi silenzi, richiamando l'attenzione su una me-
todica comparativa assai onerosa, che è lungi dall'essere assimilata. Con facili
critiche a posteriori, si usa stigmatizzare, ad esempio, la cattiva condotta di una
guerra o di un'operazione, sbrigativamente attribuendola - con facile critica a
posteriori - all'incapacità della leadership, senza approfondire le ragioni che a
priori hanno portato i protagonisti a così operare, qual'era la loro mentalità e la
loro formazione, in quale cultura o coltura erano inseriti, di quali strumenti e di
quali informazioni disponevano.
Ha del pari esercitato una certa funzione di supplenza la mia citata storia del-
la logistica dell'Esercito italiano recentemente edita dall'Ufficio Storico SME Cl0 4 ):
non è un mistero che uno dei limiti dell' histoire-bataille fino a tempi molto re-
centi (e anche delle ultime storie delle dottrine e degli ordinamenti) è stato di
trascurare un contestuale esame dei fattori logistici, che pure hanno avuto riflessi
primari- quando non decisivi- sull'esito delle grandi guerre del XX secolo, con-
dizionando in ogni tempo il morale del combattente come e anche più di tutti
gli altri strumenti per elevarlo. E così, per "dottrina" da sempre si intende co-
munemente la dottrina strategica e tattica, dimenticando che fin dalla seconda
metà del secolo scorso esiste anche una dottrina logistica codificata, della qua-
le bisogna esaminare, se non altro, se essa è in armonia con la dottrina strate-
gica e quali influssi ha avuto.
Alle precedenti considerazioni potrebbe essere obiettato che, fatta salva
l'utilità della formazione umanistica e della storia delle idee, gli studi strategici
di oggi sono troppo condizionati dalle tecnologie, da un contesto internaziona-
le senza precedenti e da istanze pacifiste tipiche dell'Occidente sviluppato per
poter assumere l'esperienza storica come riferimento primario delle riflessioni sul
presente e sul futuro della strategia. La risposta va ancora una volta cercata nel
modo di concepire l'esperienza storica, in funzione del futuro. Come scriveva
Amedeo Mecozzi nel 1945, "che la storia non ammaestri è opinione soltanto dei
refrattari ai suoi ammaestramenti [. . .]. Noi intendiamo per ammaestramento l'as-
similazione, attraverso un'indagine appassionata, intelligente e imparziale, e vor-
remmo dire spregiudicata, degli elementi regolatori di una nuova disciplina del
pensiero e dell'azione che dovrà garantirci che non ricadremo negli errori com-
messi, pur facendo tesoro dei principi convalidati dalla pratica esperienza.
Ammaestramento è vita nuova, non perdita di vitalità .... " 005)_ Evitare, almeno,
gli errori del passato è forse poco?

