Page 225 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI  INASCOLTATI  E  "MAITRES  À  PENSER": ...                     215

              occorre abituarsi a  riflettere sulla storia delle condizioni strategiche per ac-
              quistare l'abitudine a ragionare nei casi concreti[. . .].  Le norme regolamen-
              tari sono soltanto suggerimenti generici; esse sono poco significative per chi
              non ha la mente preparata. In altri termini,  chi non è abituato a leggere li-
              bri di strategia,  ossia a  ragionare su problemi strategici,  si troverà  inevita-
              bilmente disorientato nel caso reale complesso [. . .l. Nel caso concreto, quanto
              più la  mente sarà educata nella luce della storia,  tanto più il ragionamen-
              to potrà uscire spontaneo e tempestivo ClOB).
              Lo  stesso Bernotti - come molto prima di lui il Bonamico - ha il merito di
          sottolineare l'esigenza - tuttora mal  soddisfatta - di un approccio interforze alle
          principali  questioni  strategiche  e  ordinative,  quindi  anche  alla  loro  storia.  Non
          sarà mai abbastanza sottolineato che la  strategia è  unica e  che strategie,  ordina-
          menti, concezioni teoriche, soluzioni pratiche che si muovono in un'ottica esclu-
          siva di Forza Armata sono monchi e inattendibili; così come non sarà mai abbastanza
          sottolineato il danno di storie di Forza Armata,  che in quanto tali forniscono una
          visione  unilaterale,  parziale  e  quindi  deformata  degli  avvenimenti  delle  guerre
          (tipico  il  caso  della  guerra  1940-1943)  così  come  delle  questioni  teoriche  con-
          nesse,  non  di  rado  alimentando  dannose  e  inconcludenti  polemiche  e  dimo-
          strandosi utili solo a fornire munizioni per contese e polemiche tra Forze Armate
          aventi fini  contingenti.
              La  metodica  indicata  dal  Bernotti,  riferita  al  periodo  della  guerra  fredda  e
          vecchia  di  30-40 anni,  potrebbe  apparire  datata  e  di  problematica  utilizzazione
          nel  periodo post-guerra  fredda:  ma  se  si  guarda  all'estero,  e  in  particolare  alla
          Francia,  i pur legittimi dubbi possono essere accantonati. Mi  riferisco al  corso di
          strategia tenuto al "Collège Interarmeés de Défense" (equivalente del nostro Istituto
          Stati Maggiori lnterforze) dal Prof.  Hervé Coutau-Bégarie,  che ha raccolto le sue
          lezioni  in  un  monumentale  Traité  de  Stratégie  (1999)  Cl09).  Un'opera  unica  nel
          suo genere,  perché fondata  su un approccio storicistico e  interforze o  non solo
          francese,  ma  europeo  e  mondiale all'odierna  problematica  strategica,  nel  quale
          la storia delle idee è l'elemento qualificante. In tal modo ciascuna teoria, ciascun
          autore acquistano la  giusta  luce e  il  discorso sulle  tecnologie moderne ha delle
          fondamenta  storiche  ben salde,  senza mai  far  perdere un filo  conduttore unita-
          rio.  Nessuno,  dopo aver letto questo libro,  può trascurare il  legame tra strategia
          e  storia,  e  tra  strategia  e  storia delle  idee in  particolar modo.
              Sull'altro  piatto  della  bilancia,  si  deve constatare  che,  se  il  Bernotti  è  rima-
          sto profeta inascoltato non solo con la sua teoria del potere aeromarittimo ma an-
          che con questo modo di  concepire la  storia  militare,  lo stesso  Coutau-Bégarie è
          tuttora  rara avis.  Perché? Probab'ilmente, causa non secondaria di questo stato di
          fatto  è  il mancato  chiarimento  ùei  contenuti,  dei  limiti,  della  valenza  e  colloca-
          zione scientifica  della  storia  militare,  alla  quale  non si  può guardare solo  con il
          prisma - pur importante - del  rapporto  tra  storia  (o  storia  militare)  e  realtà  at-
          tuale,  strategica  o  meno;  mancato  chiarimento  che  non  pare  dovuto solo  a  ra-
          gioni scientifiche.
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