Page 62 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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           della guerra  e  del  modo di  essere degli  eserciti,  di  far  perdere di  vista  che "lo
           scopo  delle  forze  armate  è,  o  dovrebbe  essere,  quello  di  fare  la  guerra"  e  di
           esporsi a  ''foolish misunderstandings'.  Chi,  fra  gli storici militari "duri e  puri",  di
           fronte a certi saggi di storia militare "allargata" non ha pensato almeno una volta
           al detto milanese "offelé fa  'l to mesté" (pasticciere, fa  il  tuo mestiere)?
                Ma  a  ben guardare  non si vede  per qua!e  motivo  i "duri e  puri"  debbano
           rammaricarsi se altre discipline,  dal loro punto di vista e con le proprie metodo-
           logie,  fanno  qualche  innocua  e  magari  fertilizzante  "invasione  di  campo".  Non
           solo  è  del  tutto  legittimo,  ma  anche  arricchente  e  dunque  auspicabile  che  ciò
           avvenga  in  misura  sempre  più  seria  e  rigorosa,  anche  per  autoemendare,  col
           tempo  e  la  critica,  qualche  "pazzesco  fraintendimento"  (di  cui  non  mancano
           certo esempi anche  nella storia  militare  "dura e  pura").  Senza contare che  quel
           che non strozza ingrassa:  in fondo l'allargamento accademico della  storia milita-
           re consente anche a  noi cuculi, a  rischio di estinzione per le  micidiali doppiette .
           degli stati maggiori, di deporre qualche strano uovo negli ignari nidi altrui. ..
                La  questione forte  che deve interessare quanti coltivano la  storia  militare in
           rapporto alle esigenze strategiche e  militari del presente,  è  quella di  giustificarla
           nell'ambito  della  scienza  strategica,  dell'arte  militare  e  delle  discipline  militari
           settoriali  (tattica,  organica,  logistica).  Per  poterlo  fare  è  anzitutto  necessario
           riflettere sulla vera origine della storia  militare,  sfatando il  luogo comune che la
           identifica  con  l' histoire-bataille,  o  histoire évenémentielle messa  in  berlina  ses-
           sant'anni  fa  dalla  scuola delle  Anna/es.  In  realtà  queste  definizioni  spregiative,
           del  resto  abbastanza  sciocche,  si  riferivano  all'enfasi  "narrativista"  della  storia-
           grafia  classica,  vale  a  dire  proprio  a  quella  pretesa  "storia  generale"  (o  per
           meglio dire "nazionale") scandita per "epoche" e  "periodi" storici  ricavati,  come
           l'annalistica,  dalla  prosopografia dei  governanti,  nella  quale  i  difensori  accade-
           mici della storia militare vorrebbero riassorbirla.

           Genealogia della storia militare "dura e pura"
                Le  cose  stanno  però  in  modo  diverso.  Come  la  storia  del  diritto  e  quella
           della  medicina e  delle altre scienze e  discipline  tecnico-scientifiche e  umane,  la
           storia militare non deriva affatto dalla storiografia classica o addirittura dall'anna-
           listica,  ma  si  è  costituita  proprio  in  antitesi ad essa,  esattamente come la  storia
           socio-economica e culturale perorata dalle Annales.
                All'origine  della storia militare non ci  sono né Tucidide,  né i racconti poli-
           biani e  liviani della  pugna cannense né i  Commentari di  Giulio Cesare e  nem-
           meno  il  confronto  machiavelliano  tra  la  milizia  degli  antichi  e  quella  dei
           moderni:  questi  ultimi  sono semmai fonti  retrospettive,  non modelli per la  sto-
           ria  militare.  All'origine  della  disciplina  c'è invece  il  tipico lavoro dell'intelligen-
            ce,  vale  a  dire la  sistematica raccolta e  il  sistematico  impiego ai  fini  decisionali
           di  studi  e  rapporti  degli  ambasciatori,  delle  spie  e  dei  comandanti,  carteggio
           dei comandi periferici,  interrogatori di  prigionieri, statistiche socio-economiche,
           cartografie,  progetti  strategici,  piani  operativi,  studi  tecnico-scientifici,  segreti
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