Page 65 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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EPISTEMOLOGIA DELLA STORIA MILITARE                                     55


         pagine).  Nel  1977-78,  da  interviste  con  approccio  tematico  fu  tratto  un  docu-
         mento di 800  pagine sull'Army Aviation, considerato il  testo di riferimento obbli-
         gato per qualsiasi studio sull'impiego degli elicotteri in un conflitto periferico.
             E naturalmente gran parte di questo materiale è consultabile, non solo pres-
         so il  Center of Military History di Washington,  ma anche  a  casa  propria in  qual-
         siasi  parte  del  mondo,  semplicemente  commissionandolo  all'UPA  (University
         Publications  of America).  Per ora la  collezione  UPA  Armed Forces Ora! Histories
         include due documenti relativi  alla  seconda guerra mondiale C Combat Interviews
         e  U.  S.  Army Senior O.fficer Ora! Histories)  e  uno  alla  guerra  di  Corea  (Korean
         War Studies and A.fter Action Reports).
             Come  racconta  Frédéric  Guelton,  al  termine  della  guerra  del  Golfo  questa
         esperienza fu  imitata,  sia pure a titolo sperimentale, anche dal Service Historique
         de l'Armée de Terre  (SHAT).  La  missione,  ideata  dal  generale Janvier  e  affidata
         ad un solo ufficiale del SHAT,  venne effettuata in sole due settimane in territorio
         saudita,  iraqeno e  kuwaitiano,  relativamente al  solo personale dell'esercito fran-
         cese (Division Daguet), registrando soltanto 22  cassette per complessive 30 ore.
             Il  fatto  che,  diversamente  dagli  enti  storico-militari  della  Bundeswehr e
         delle  Forze Armate  francesi  e  americane,  gli  Uffici  storici  italiani  siano rimasti
         formalmente  inquadrati  nei  rispettivi  stati  maggiori  di  Forza  Armata  anziché
         posti alle dirette dipendenze del ministro della Difesa,  non implica certamente
         che la  loro  attività  abbia ancora qualche influenza,  neanche minima e  indiret-
         ta,  nel  processo  decisionale  politico-strategico:  implica  semmai  che  sono  un
         po'  più vincolati  da  supervisioni non professionali,  un po' meno liberi  di  svi-
         luppare una efficace  politica  "interforze"  della  ricerca storico-militare e  un po'
         meno tenuti presente dal ministro.
             A  dire  il  vero,  si  direbbe  che  sia  alquanto  limitata  anche  l'influenza  del
         Centro militare di studi strategici fondato nel 1987 dal generale Carlo Jean e perfi-
         no quella del nostro servizio informazioni militare, considerato che l'unica guida a
         disposizione del comandante della missione Alba (la prima missione internaziona-
         le  sotto  comando  italiano)  era  il  numero  speciale  di  Limes sull'Albania,  cartine
         incluse,  acquistabile  dal  giornalaio  a  10  euro  e  rotti.  Comunque  qualora,  per
         assurdo,  stato  maggiore,  governo  e  alto  commissariato  non  sapessero  già  tutto
         quel che c'è da sapere,  ritengo che i nostri uffici storici sarebbero in grado di for-
         nire  all'istante,  in comoda e  piacevole lettura,  tutti  i supporti informativi,  editi ed
         inediti, sulle interessanti esperienze fatte dall'Italia durante le sue precedenti occu-
         pazioni  dell'Albania  e  del  Kosovo  (dal  1914  al  1943).  Il  fatto  che  sia  passato
         mezzo secolo ha un'importanza relativa,  se qualcuno, come ad esempio Guelton,
         ritiene che,  prima di invadere l'Afghanistan, l'Unione Sovietica avrebbe fatto  bene
         a studiare le due disastrose campagne inglesi del 1839 e  1878.

         "Histoire critique" e idola tribus
             Anche  nell'epoca  in  cui  gli  Uffici  storici  erano  maggiormente  considerati
         nell'ambito  degli stati  maggiori,  la  loro  attività  aveva  poco a  che vedere  con il
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