Page 68 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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58 VIRGIUO ILARI
Guerra dell'Esercito Italiano, in fondo è stato meglio così, pur con le debite
eccezioni e con tutta la dovuta considerazione per qualche testo notevole come
Il conflitto civile cinese (1945-49).
Del resto la Scuola di Guerra italiana ha meglio incontrato la vera storia
militare in altri contesti didattici, per esempio nell'insegnamento di Franco
Alberto Casadio e del suo assistente, il generale Enrico Boscardi (fortunatamente
la preziosa documentazione accumulata in vent'anni sui conflitti contemporanei
è stata salvata dalla distruzione burocratica per generosa iniziativa personale
dalla dottoressa Marina Cerne, che lo conserva nella sua casa di Gorizia metten-
dolo a disposizione della locale università). O nel magnifico elaborato sul dibat-
tito relativo alle "difese alternative" prodotto da un gruppo di lavoro del corso
superiore del 1976, non a caso animato da Carlo Jean.
Tuttavia il fatto di aver conservato o ripristinato la storia militare nell'iter
formativo degli ufficiali subalterni è a mio avviso un omaggio quanto meno inu-
tile, se non addirittura controproducente. Almeno fintantoché cadettini craniora-
sati come galeotti, stremati dal bromuro e dall'attività ginnico-sportiva e rincreti-
niti dall'analisi matematica, dovranno sbattere i tacchi ad ogni cambio di profes-
sore incravattato e supponente. Vale a dire fintantoché l'iter formativo non verrà
impostato in modo radicalmente diverso dall'attuale, abbandonando i ritmi di
Stakanov e criteri pedagogici di Procuste e Torquemada (espiazione, sofferenza,
completomania, livellamento, ipocrisia, conformismo) e coltivando invece spiri-
to critico, indipendenza di giudizio, iniziativa, responsabilità, piacere di appren-
dere da sé, propensioni e qualità personali. Tra le quali, talora, potrebbe esserci
perfino un talento storicista.
La vera questione è che la storia militare sia in grado di fertilizzare il pen-
.siero strategico militare e il processo decisionale politico-militare. Non ha alcuna
importanza che tutti gli ufficiali, specialmente quelli esecutivi e operativi, da
bambini ne abbiano sentito parlare. Niente paura: non voglio !imitargli la carrie-
ra: ma non sono certo quattro fesserie pseudo-storiche a stabilire se nel loro
zaino c'è o no un bastone da maresciallo.
Exempla historica e predizioni
Dicono che un recente presidente del Consiglio italiano, che ha da poco
pubblicato le sue memorie di guerra, tenga sul comodino Sun Zu. Pare che ciò
gli conferisca qualche prestigio presso i sostenitori e un'aura di insidiosa temibi-
lità presso gli avversari. Dopo aver letto cose comprensibili, ma liddellhartiane,
nella versione italiana dalla traduzione inglese; e cose non soltanto del tutto
diverse, ma anche ·del tutto incomprensibili, nella versione italiana dal cinese,
confesso di essermi chiesto se il Sun Zu ad uso dei "Figli della Porta
d'Occidente" (in cinese equivale a sons of a bitch) non sia per caso un abile
falso storico messo in giro dai geniali strateghi della Mitsubishi per convincere
le controparti euro-americane che dietro gli occhi a mandorla ci sia un modo
diverso e astutissimo di trattare gli affari (magari la strategia dell'un demi plus su
cui si è sbizzarrito, nel1983, il geniale jean Esmein).

