Page 63 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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EPISTEMOLOGIA DELLA STORIA MILITARE                                     53

         industriali.  La  più famosa,  anche se forse  non la  più antica raccolta di questo tipo
         di  materiale  è  quella  iniziata  nel  1675  presso  il  Depot de la guerre annesso  alla
         corte  francese  e  affiancato  a  partire  dal  1699  dall'analogo  Depot de  la  marine,
         entrambi illustri antenati degli odierni e declassati Services Historiques des Armées.
              Fu  il  materiale  raccolto  in  questi  Depots  ad  alimentare  il  grand dessein  di
         Luigi  XIV  come la  grande strategia di  Lazare  Carnot,  l"'organisateur de la victoire'
         rivoluzionalia.  Non  furono  i  classici  dell'arte  militare,  ma  gli  studi  elaborati  sulla
         base  di  questo  materiale,  inclusi  quelli  inediti  dell'ingegnere  franco-savoiardo
         Bourcet, i testi che Bonaparte racconta di aver letto febbrilmente nelle due settima-
         ne dell'agosto 1794 in cui,  prigioniero nel Fo1t Carré eli  Antibes, sfidava la prospet-
         tiva  di  una  morte ingloriosa  approfondendo lo studio della  manovra compiuta nel
         1745,  su consiglio di Bourcet,  dall'Armata delle Tre Corone borboniche comandata
         dal maresciallo Maillebois:  e  ora imitata,  nel concetto generale,  dall'Armée d1talie,
         aggirando dalla Ligmia il dispositivo austro-sardo dell'Alto Nizzardo.
              Era quindi una storia "riservata" o  "del principe",  tanto più importante quan-
         to  più ignorata dai  dotti (e dal  potenziale  nemico).  Un  tipo di  storia scientifica e
         finalizzata  che venne per la  prima volta  "democratizzata" nel  1766 con la  pubbli-
         cazione  della  History  C!l the Late  War  in  Germany di  Humprey  Evans  Lloyd  (il
         primo teorico  anticonformista della  "strategia geometrica") e  poi ancora  nel  1797
         con  la  storia  della  guerra  della  prima  coalizione  di  Gerhard Johann  David  von
         Scharnhorst, un a1tigliere  hanoveriano di estrazione borghese, giustamente consi-
         derato il fondatore  della  storia  militare  scientifica.  Continuata  poi dal suo allievo
         e  pupillo  Clausewitz  con  le  splendide  monografie  sulle  campagne  delle
         Coalizioni  antifrancesi  che  hanno  reso  intellettualmente  possibile  il  diverso  pro-
         getto del  Vom Kriege,  insuperato tentativo di una teoria metastorica della guerra.
              Ciò  spiega  il  ruolo  della  storia  militare  nella  formazione  degli  ufficiali  di
         Stato  Maggiore  e  degli  "uffici  storici"  istituiti  all'inizio  dell'Ottocento  da tutti  gli
         eserciti  (e  poi  anche  da  molte  marine)  europei  nell'ambito  del  comando  del
         corpo eli  stato maggiore.  Non se1vivano a formare  i comandanti,  ma a  supporta-
         re  l'attività  dello Stato Maggiore  con lo  studio professionale e  mirato  dei prece-
         denti e  delle  esperienze nazionali ed estere.  Funzioni che oggi sono (o dovreb-
         bero  essere)  proprie  dell' intelligence:  esse  costituiscono  anzi  l'essenza  stessa
         dell' intelligence,  che  non  consiste  (o  non  dovrebbe  consistere)  nella  mera
         acquisizione delle informazioni,  ma nella  capacità  di  "processarle"  per orientare
         l'azione di governo in tutti  i settori, incluso quello politico e tecnico-militare.

         Metamorfosi degli Uffici storici
              Nella seconda metà dell'Ottocento fu  questo secondo tipo eli  storia militare
         "scientifica" (ma in realtà letteraria e  generalizzante) a  prevalere su quella appli-
         cata  e  pratica  prodotta  dagli  stati  maggiori.  Probabilmente  al  declassamento
         degli uffici storici ha contribuito in  modo decisivo l'assorbimento delle loro fun-
         zioni più qualificanti da parte dei servizi informazioni,  militari e civili (a proposi-
         to  di  open  sources,  secondo  il  senatore  Cossiga  la  CIA  compra  tutto  e  legge
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