Page 71 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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EPISTEMOLOGIA  DELLA STORIA MILITARE                                    61


       degli esempi storici non riguarda l'epistemologia della  storia militare bensì quel-
       la dell'arte militare e della strategia.

       La critica storicista delle questioni militari
           In  realtà  gli  esempi storici  non solo  non  riguardano  la  scienza  storica,  ma
       sono proprio il  contrario dello storicismo.  Lo  stesso concetto di  esempio storico
       manifesta  l'ingenua convinzione  che la  storia  sia  una scienza del  "passato",  cir-
       condata dalla  paciosa neutralità delle cose inutili e  dalle  piacevolezze dell' otium
       et dilectum.  Una  scienza  che  si  vorrebbe  talmente  istupidita  dall'archiviodipen-
       denza  e  dall'ossequio  conformista,  da  ratificare  e  addirittura  interiorizzare  i vari
       o.ff limits piantati a  difendere  ]"'attualità"  dalla  critica storica  (dalla  regolamenta-
       zione dell'accesso agli  archivi alla  tutela giudiziaria  non soltanto dell'onorabilità,
       ma anche della privacy).
           La  storia  antica  dimostra  che  la  scienza  storica  non  dipende  dagli  archivi,
       ma dalla capacità di trovarsi le fonti,  inclusa la  capacità di crearle ex nova,  come
       insegna  il  metodo  della  storia  orale.  In  ogni  modo  la  storia  immediata  ha  a
       disposizione  le  stesse  "fonti  aperte"  dalle  quali  l'intelligence delle  barbe  finte
       trae  (o dovrebbe trarre,  se  ne fosse  capace) i nove decimi delle sue informazio-
       ni.  La  questione  è  di  avere  il  talento,  o,  se  vogliamo  dirla  con  Clausewitz,  il
       coup d'oeil dello storico.
           Del  resto  non è  detto  che  la  storia  militare  pratica  non  possa  utilizzare  e
       processare anche fonti  riservate:  anzi,  come abbiamo visto,  essa è  nata proprio a
       questo scopo.  Può darsi  che accada  di  rado,  ma  accade  che  storici  professioni-
       sti,  come  altri  tipi  di  scienziati,  abbiano  accesso  a  fonti  riservate  nell'ambito  di
       consulenze  per governi,  parlamenti, stati maggiori,  servizi  informazioni e  organi
       giudiziari.  Il  vincolo  di  riservatezza  può giungere  fino  a  segretare  in  tutto  o  in
       parte il  risultato o  perfino la  notizia stessa della  ricerca,  ma il fatto  di non poter-
       la pubblicare è  irrilevante se comunque influisce sulla decisione del destinatario.
           Peraltro  la  pregnanza  della  critica  storica  non  dipende dalla  cronologia.  Vi
       sono questioni squisitamente storiche,  come la  morfogenesi del  linguaggio stra-
       tegico  e  militare,  che  non  possono essere  neppure  impostate  senza  una  solida
       base  di  filologia  classica.  È  la  questione  di  cui  parla  Clausewitz  nel  V capitolo
       del secondo libro  del  Vom  Kriege,  dedicato,  appunto, alla  "critica",  e  in  paitico-
       lare a quel tipo di critica qualificata dove "è  la  teoria che serve alla storia".
            Nelle  ultime  pagine  eli  questo  lungo  e  denso  capitolo,  Clausewitz  affronta
       anche la  specifica questione della critica del linguaggio.  "Maggiori inconvenienti
       - scrive  - si  riscontrano  nell'apparato  di  terminologie,  espressioni  artificiali  e
       metafore che i sistemi (teorici) trascinano con loro e  che, al pari di una banda di
       ladmncoli,  come il servidorame di  un esercito,  staccandosi dal  loro principio,  si
       aggirano in  tutte le direzioni".
           È  sempre  consigliabile  che  l'aggiornamento  del  NOTL  (Nomenclatore
       Organico,  Tattico e Logistico) si misuri col  rasoio di Occam e  col principio entia
       non sunt multiplicanda praeter necessitatem.  Ma,  soprattutto in  materia militare,
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