Page 97 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LE  FORZE  ARMATE  F  LA  POLITICA                                      81

        vicende del  1861  "costituisce un episodio singolare e  un  aspetto delle  ideologie
         politiche, intese in  senso lato, del nostro Risorgimento, rimasto finora pressoché
        del  tutto trascurato"  (32).
             Non a caso ebbe a precisare che "a noi interessa vedere i principii contrastanti
         nella quistione tutt'altro che  nuova dell'utilizzazione delle  forze  popolari" (33).
             Lo  scontro che  a  Pieri  interessava  cogliere  era  quello  fra  governo  e  oppo-
         sizione,  fra  moderati  e  democratici,  non  fa  civili  e  militari.  Per  lui  il  Risorgi-
         mento  finiva  nel  1861  in  Parlamento  C~ll1  la  volontà  da  parte  dei  moderati  (in
         borghese come  in  uniforme)  cii  non  accettare  l'offerta che  il  partito d'azione e  i
         democratici avevano fatto  delle  forze  vive  del  Paese.  Nel  1861, "si ebbe alla ca-
         mera l'ultimo guizzo della  patriottica discussione che l'aveva tenuta agitata, spe-
         cialmente nel  1853-54 e nel  1857, sulla questione della  piena utilizzazione delle
         forze  popolari:  ma  i I  progetto  era  respinto  Ilell' agosto  '61  a  grandissima  mag-
         gioranza. Anche ora erano ben  visibili  i limiti  della  mentalità rivoluzionaria del-
         la  classe  dirigente  italiana,  in  Prussia  proprio  allora  i  democratici  stavano  per
         impegnare  al  parlamento  la  lunga  diatriba  in  difesa  dell'esercito  popolare,  de-
         stinata a protrarsi fino  al  1866 e a segnare, col  suo sostanziale fallimento,  il  tra-
         monto della  democrazia  prussiana" (34).
             Non  era  una  sorpresa,  per  Pieri,  che  aveva  stigmatizzato  quest'atteggia-
         mento politico e militare dei  moderati già nelle sue ricostruzioni del  1848-1849
         e dello stesso  1859.  In  quest'ultimo caso,  anzi,  "come e  forse  più che nel  1848
         l'esercito del  regno  di  Sardegna  non si  trovò  in  grado  di  utilizzare le  forze  vive
         del  Paese,  e  tanto  meno d'inquadrare quelle  che  la  rivoluzione  offriva" (35).
             Con  il  1861  e  le  proposte  parlamentari  di  Garibaldi  in  tema  di  esercito,
         "ebbe termine l'ultimo conato degli  elementi  democratici  perché venissero uti-
         lizzate  veramente  su  larga  scala  le  forze  popolari,  in  vista  della  liberazione
         d'Italia dallo  straniero.  Si  spegneva cosÌ  quel  fervore  democratico verso  la  na-
         zione  armata,  verso  la  valorizzazione  del  cittadino soldato, che  aveva animato
         le discussioni parlamentari del  1851-54 e del  1857, e che anche nel campo teo-
         rico aveva prodotto una letteratura d'un qualche rilievo.  E si  spegneva proprio
         quando  in  Prussia,  dopo  il  colpo  inferto  alla  Landwehr,  quale  organismo  au-
         tonomo  popolare,  dalla  riforma  del  febbraio  1860,  la  contesa  stava  per  riac-
         cendersi  più  che mai  vivace,  agitata  in  parlamento dagli  elementi democratici;



              (32)  Piero l'ieri, Le forze anI/ate Ilel/'età della  J)estra CiL,  p.  35.
             (33)  Ivi, ci t.,  p.  59.
             (34)  Piero  l'ieri, Storia  II/ilitare del  Risorgimel/to.  Guerre e illsurrezioni cit.,  p.  818
             (35)  Piero  l'ieri,  Li' forze  arll/ate  lIell'età  della  J)estra  cit.,  p.  34.
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