Page 227 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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CHI HA STUDIATO  IL  "CONSENSO" ALLA  GUERRA  D'ETIOPIA?             209


         la  migliore  chiave  di  volta  per  la  comprensione  del  regime  fascista  italiano.  Le
         sue  affermazioni  del  1975  nella  nota Intervista  sul  fascismo  lo  dimostrano.  Per
         quanto qui ci  riguarda, osserviamo comunque che aveva cambiato periodizzazione
         e per noi  su  un punto importante, quando definÌ  gli  "anni del  maggior consenso,
         gli anni che vanno grosso modo dal '29 al  '36"(17).
            Persino  il  meglio  disposto  fra  i  lettori  della  biografia  dovette  rimanere  in
         attesa  qualche  anno  per sapere  quale  delle  due  cronologie  e  quale  dei  due  De
         Felice avrebbe prevalso. Sorprendentemente, però, nel volume del  1981 lo stori- .
         co  reatino  cambiò  ancora,  non  approfondendo  né  sviluppando  o  confermando
         le sue stesse intuizioni sulla cronologia e sulla geografia sociale del consenso alla
         guerra  d'Etiopia.  Solo  incidentalmente  vi  fece  riferimento:  nella  pubblicazione
         di alcune relazioni del Sim sulla censura postale si  leggeva ad esempio che "nelle
         provincie pugliesi si  è determinato, a proposito della colonizzazione in Aoi,  uno
         stato d'animo di  scoraggiamento:  si  crede da  molti che l'operaio italiano in Aoi
         verrà sostituito  in  notevole  parte da  operai  indigeni  d'ambo i sessi.  Questa cre-
         denza fa  dileguare molte speranze di  operai e contadini pugliesi di potersi stabi-
         lire  permanentemente in Aoi  ( ... ) [anche se]  molti scrivono di  non poter pagare
         e si  r!volgono ai  congiunti in Aoi  perché inviino il  denaro occorrente, 18  marzo
         1937; viene segnalato l'elevato costo dei generi di  prima necessità, specialmente
         del pane e della  pasta, e si  espone qualche bilancio domestico per dimostrare ai
         residenti  in  Ai  che  le  loro  rimesse  non  danno  più  modo  di  mettere  da  parte
         risparmi, 20 agosto 1938 " (18).
            Accantonata  quella  che  sarebbe  stata  una  strada  assai  produttiva,  De  Felice
         imboccò com'è noto il  tema  della  sfiducia "cosmica"  del  dittatore  nei  confronti
         degli italiani, lasciando il  sospetto che lo storico aderisse sempre più alle fonti del
         proprio studio.

            In conclusione, è possibile affermare che il  portato della ricerca defeliciana sul
         punto che  qui  interessa - il  consenso italiano al  fascismo  e alla  guerra  1935-36 -
         può essere  riassunto  in  una doppia e per certi  versi  controversa serie  di  afferma-
         zioni:  a)  la  "vetta" del consenso al fascismo sarebbe stata precedente al  1935; b)
         il  consenso al  tempo della guerra d'Etiopia fu,  relativamente all'altro nonché in
         assoluto,  notevole:  ma  fu  transitorio e  debole  nonché  limitato geograficamente
         e socialmente.



            (17)  Renzo  De Felice, IlItervista slll fascismo,  a cura di  Michale Ledeen,  Roma-Bari, Laterza,
         1975, p. 51. Corsivo nostro
            (18)  Renzo De Felice, Mussolilli il duce,  t.  II, Lo stato totalitario  1936-1940, Torino, Einaudi,
         1981, p.1 05, 167 e 168.
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