Page 228 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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210 NICOLA LABANCA
La prima affermazione fu contrastata da un fuoco di sbarramento di critiche
a livello storiografico, anche se - per motivi diversi - esse facevano sempre
meno presa sul senso comune storico degli italiani. La seconda invece, che pure
rappresentava un importante risultato di ricerca e documentava la debolezza del
consenso proprio nel 1935-36, scomparve dalla percezione dei suoi critici già a
partire dalla seconda metà degli anni Settanta. La responsabilità non era tutta
dei suoi critici ma, ancora una volta, dello stesso storico reatino che, nel succes-
sivo volume della sua biografia mussoliniana, tralasciò di sviluppare quel tema
(non sappiamo se perché, qualora ben intenso, esso avrebbe potuto rischiare di
essere conflittuale con la stessa tesi defeliciana più generale di un regime basato
sul consenso degli italiani).
L'impostazione fortemente polemica di fatto voluta da De Felice e ribadita
nella sua Intervista resero più difficile, piuttosto che più facile, studiare il consenso.
È stato notato di recente che in Italia "il dibattito sul consenso al fascismo, svolto-
si verso la metà degli anni Settanta a partire dagli scritti di Renzo De Felice, indi-
cava l'avvio di un approccio più articolato allo studio dell'esperienza fascista,
anche se va deto che la quasi immediata imposizione di connotati ideologici alla
discussione almeno per un certo periodo di tempo sembra aver dissuaso gli stu-
diosi dal tornare a consultare gli archivi per provare ad affrontare la questione
sulla base di una qualche ricerca documentaria" (19).
Il tema del "consenso" nelle storie d'Italia e del regime
Sospinti dalle indicazioni contenute negli scritti degli antifascisti o mossi dalle
polemiche insorte a seguito delle pubblicazioni di De Felice del 1974-75, a partire
dalla metà degli anni Settanta numerosi studiosi hanno scritto sul fascismo degli
anni Trenta in volumi di sintesi o in ricerche monografiche. Molte di queste si
sono incrociate con il tema della costruzione del consenso, un tema su cui il volu-
me di Cannistraro aveva intanto offerto una solida e ampia base di partenza ( 20 l.
Molta parte del meccanismo di propaganda del regime è stato quindi via via reso
più chiaro dagli storici. Nel frattempo, lo studio dei meccanismi di repressione
veniva analizzato con sempre maggiore accuratezza.
(19) Paul Corner, Consenso e coercizione. L'opinione popolare nella Germania nazista e
nell'Italia fascista, in "Contemporanea", a. VI (2003) n. 3, p. 427. Cfr. anche Id., Fascismo e
controllo sociale, in "Italia contemporanea", settembre 2002.
(20) Cfr. P. V. Cannistraro, La fabbrica del consenso. Fascismo e mass-media, Bari,
Laterza, 1975.

