Page 232 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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da interpreti del fondo rustico di tanta parte degli italiani", scansando cosÌ Il pro-
blema. Nei saggi che la compongono si leggono d'altronde notazioni anche
acute: come quella secondo cui, volendo giudicare la propaganda e il '35 -'36 a
partire solo dalle carte prodotte dal regime, "la guerra d'Etiopia finisce per essere
vista non tanto e non solo nella sua reale portata, ma essenzialmente alla luce di
quelle che erano le intenzioni di Mussolini ( ... )".
Ma piuttosto che studiare le dimensioni e il carattere di quel consenso, su
documentazione - come si suggeriva - diversa da quella propaganda non
foss'altro per vagliare "l'interpretazione tradizionale, sorta in base alle consta-
tazioni dei contemporanei [o meglio di alcuni, ma non degli storici] che indivi-
dua negli anni della guerra d'Etiopia il momento più alto di 'consenso' al fasci-
smo", in quelle stesse pagine si rifluisce verso affermazioni consolatorie, come
quella per cui l'antifascismo continuava ad esistere anche sotto la propaganda
del regime, e baster.ebbe questo fatto per "contrasta[re] la visione di una 'pace
sociale' tendenzialmente unanimistica che il termine 'consenso' tende a ipotiz-
zare". Invece di studiare il consenso, insomma, si continua a definirlo un "con-
senso, in ogni caso, dall'intensità effimera, destinata a calare notevolmente
negli anni successivi, già a partire dalla guerra di Spagna, decisamente impopo-
lare fra quanti avevano per la prima volta appoggiato il fascismo in occasione
dell'aggressione all'Etiopia".
Che simili affermazioni fossero esatte ma sempre più insufficienti non manca-
va consapevolezza: "In realtà stabilire la misura, l'entità, la qualità e le motivazioni
del cosiddetto "consenso" (o del "dissenso") al regime fascista implica l'abbando-
no delle discussioni generiche e passa necessariamente attraverso un'articolazione
di studi di carattere particolare che per ora è solo agli inizi" (27).
Ma riferimenti, studi o annotazioni in tal senso continuavano a rimanere
lontani dalle opere generali sulla storia d'Italia e del fascismo. In queste opere di
sintesi edite fra anni Settanta ed Ottanta c'era poco che potesse far ripensare in
modo nuovo al problema del consenso alla guerra d'Etiopia e, come anticipato,
nel mentre si contrastava a parole la tesi clefeliciana che (nel 1974) aveva teso ad
anticipare al 1929-33 il maggior consenso al regime, si perdeva l'occasione cii
sviluppare quei suoi spunti che ridimensionavano il consenso del 1935-36.
Purtroppo, a livello di opere generali, non molto di più è stato fatto su que-
sto specifico punto nel decennio successivo. Nell'attesa opera complessiva di
Nicola Tranfaglia sul regime fascista, in verità, il tema era stato all'inizio bene
impostato dal punto di vista concettuale:
(27) Storiografia e fascismo, Milano, Angeli, 1985, p. 19,80,104,105 e 117.

