Page 236 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            grande potenza irradiante i principi di  una nuova civiltà.  Il  sole di  questo nuovo
            si~tema sarebbe stato, naturalmente, l'Italia fascista ( ... )" (35)
            (Per inciso, era questa l'ideologia del futuro Nuovo ordine mediterraneo del fasci-
            smo italiano, complementare al  Nuovo Ordine Europeo del nazismo hitleriano.)

               Se  un commento può essere fatto  a  questi studi  per quanto nuovi ed acuti
            di  Gentile è però che a  ben vedere anch'essi, non diversamente da  quelli citati
            di  Candeloro,  di  Tranfaglia  o  di  Lupo,  rimangono  sul  versante  della  propa-
            ganda del  regime e non passano sull'altro versante del  consenso degli italiani.
            Sono,  di  nuovo,  studi  sull'emissione  ma  non  sulla  ricezione  del  messaggio
            propagandistico.  E  una  cosa  è  l'ideologia  del  Pnf,  o  dei  suoi  ideologi,  altra
            cosa  è  appurare  quanto essa  viene  recepita  dalle  masse:  anche  qui,  insomma,
            il consenso è postulato ma non studiato.
               Una  puntualizzazione metodologica forse  definitiva del  tema è nel  frattempo
            arrivata  con  la  breve  voce  sul  concetto  stesso  di  consenso  firmata  da  Giampa-
            squale Santomassimo per un recente Dizionario del fascismo.  In  essa sono ripetu-
            te tutte le avvertenze e  i distinguo elaborati e sin  qui  ricordati, con l'aggiunta di
            una preferenza per la nozione di  "diffusa accettazione" e una rinnovata insistenza
            sul  "binomio  forza-consenso",  dato  che  "si  tratta  di  un  consenso  costruito,  in
            parte estorto, in ogni caso organizzato dall'alto". Eppure "in ogni caso, gli  storici
            non hanno avuto  ragione  di  smentire una sensazione  diffusa  presso i  contempo-
            ranei,  che  registrarono  nel  corso  della  guerra  d'Etiopia  l'acme  del  consenso
            popolare al  regime" (36).
               Forse,  un'impostazione  ancora  più  compiuta  può  essere  trovata  nella  sua
            disanima  comparata  dei  regimi  fascisti  compiuta  da  Enzo  Collotti.  Egli  non  si
            accontenta di  rilevare l'improprietà dell'uso del  termine ad un regime liberticida:
            aggiunge che non è sufficiente parlare di "mobilitazione" del "consenso".

            "Posto che i sociologi si  possano accontentare della categoria di per sé della mobi-
            litazione,  credo  che  gli  storici  debbano  comunque  continuare  a  fare  le  debite




                (35)  Emilio  Gentile, La grande Italia.  Ascesa e declino  del mito della  nazione nel ventesimo
            secolo, Milano, Mondadori, 1997, p.  182, 192, 194.
                (36)  Giampasquale  Santomassimo,  COI/senso,  in  Victoria  de  Grazia,  Sergio  Luzzatto
            (a cura di), Dizionario del fascismo,  Torino, Einaudi, 2002, voI.  I,  p.  347,348,351.
                La voce "consenso" è assente da Pierre Milza, Serge Bernstein, Nicola Tranfaglia, Brunello
            Mantelli,  Dizionario dei  fascismi,  Milano, Bompiani,  2002; e non  parla della guerra d'Etiopia
            in Alberto De  Bernardi, Scipione Guarracino (a  cura di), Il fascismo.  Diziol/ario  di storia,  lJer-
            sonaggi,  cultura, economia,  fonti e dibattito storiografico, Milano, Bruno Mondadori, 1998.
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