Page 233 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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CHI HA STUDIATO IL "CONSENSO" ALLA GUERRA D'ETIOPIA? 215
"Parlare di 'consenso', sia pure tra virgolette, corre il rischio di confondere le
idee di studiosi e lettori.
Se per consenso si intende infatti l'adesione consapevole a valori, interessi e
ideali, questa non può darsi in senso proprio all'interno di un regime che non
lascia ai cittadini, o più correttamente ai propri sudditi, possibilità di scelta ( ... )
Ci sembra preferibile parlare, a seconda dei casi di adesione a volte spontanea, a
volte più o meno condizionata o di accettazione passiva della dittatura".
Ma quando il volume passa ad esaminare in concreto la guerra d'Etiopia,
per giudicare la reazione delle masse popolari si fanno parlare ancora una
volta due autori (Paolo Murialdi e Carlo Zaghi) che quell'apparato concettuale
assolutamente ignorano (28).
In una raccolta di saggi promossa nella prima metà degli anni Novanta
dall'Istituto nazionale di storia della Resistenza il tema del consenso non solo
non è assente ma rappresenta il denominatore comune sotterraneo di tutte le
sue pagine. Per quanto concerne il periodo della guerra d'Etiopia, però, l'atten-
zione è di nuovo spostata sulla violenza del regime totalitario e al massimo
sulla propaganda del "mito di potenza", quindi sull'emissione e non sulla sua
ricezione fra gli italiani (29).
Non si tratta di una questione di impostazione storiografica o di orientamento
ideologico. In un capitolo firmato da Elena Aga Rossi per una Storia d'Italia later-
ziana intitolato proprio La politica estera e l'impero, si sostiene solo che gli anni
fra 1935 e 1939 "furono gli anni del primato della politica estera, che rafforzò,
soprattutto con il successo della guerra d'Etiopia, il consenso al regime": ma non
si esamina nel dettaglio quel consenso (né si capisce bene poi se l'uso del termine
"rafforzò" corrisponde o meno ad una consapevole presa di distanze da De Felice,
il quale aveva sostenuto che il massimo del consenso era del periodo precedente)
se non per dire che "segnò l'apice dell'adesione popolare al regime" (30).
Fra gli studi più recenti, seppur tutt'altro che insensibile ai problemi della
mobilitazione, del "governo" delle masse e persino dell'antipolitica, anche
Alberto De Bernardi - nella sua visione di un fascismo in bilico fra fascisti
(28) Nicola Tranfaglia, La prima guerra mOlldiale e il fascismo, Torino, Utet, 1995,
p. 466, 589 e 593.
(29) Cfr. Mario Isnenghi, Il mito di potem:.a, in Angelo Del Boca, Massimo Legnani,
Mario G. Rossi (a cura di), Il regime fascista. Storia e storiografia, Laterza, Roma-Bari, 1995.
(30) Elena Aga Rossi, La IJOlitica estera e l'Impero, in Giovanni Sabbatucci, Vittorio
Vidotto (a cura di), Storia d'Italia, voI. IV, Guerre e fascismo, Roma-Bari, Laterza, 1997,
p. 250 e 263.

