Page 147 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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COPINIONE  1'1IBIILlCA  E CADESIONE  DELl:rrAUA  AL  SISTEMA  DELCALLEANZA  OCCIDENTALE

        nella cristallizzazione di  un blocco di  Paesi  occidentali cui avrebbe finito  per con-
        trapporsi  un blocco di  Paesi  orientali ( ... ).  In  tale  sistema,  l'Europa non potrà né
        sorgere né vivere e meno che mai  il nostro Paese  che ha  bisogno di commerciare
        con i Paesi  dell'Est(35)>>.  In  relazione alle critiche espresse da l'Unità sulle reali  fi-
        nalità del  Piano Marshall di  voler imporre al  mondo il  sistema economico ameri-
        cano e smaltire le eccedenze di  produzione degli  Stati Uniti, Il Popolo, quotidiano
        della Democrazia Cristiana, non negava che si  perseguisse lo scopo di ricercare al-
        tri mercati per bilanciare l'insufficiente consumo interno americano, ma evidenzia-
        va  come:  «In  un  mondo che può essere sorvolato in  poche ore dagli aerei,  ( ... ) in
        un  mondo che può essere devastato con  rapidità fulminea dal  flagello della bom-
        ba  atomica,  è  possibile  l'esistere  alla  interdipendenza  delle  economie  naziona-
        li (36)?».  Qualche giorno dopo, il  medesimo quotidiano si  spingeva a giustificare la
        divisione  dell'Europa  in  due  distinte entità in  quanto era inevitabile che si  costi-
        tuisse una nuova comunità europea dopo quella cristiana d'epoca medievale c ap-
        pariva quasi naturale che da questa comunità si  appartasse l'Europa Orientale che
        aveva  uno  sviluppo  politico,  economico  e culturale  arretrato  rispetto  all'Europa
        occidentale. Pertanto, l'assenza alla conferenza di  Parigi  dei delegati  sovietici, riti-
        ratisi, era dovuta non al  volere del «dittatore del Cremlino ma perché lo aveva pre-
        teso  lo  spirito  della  Storia (37)>>.  Dopo  il  fallimento  della  Conferenza di  Parigi,  le
        posizioni dei  diversi giornali italiani  presero a divergere con crescente intensità in
        relazione all'approfondirsi della frattura tra Est e Ovest e in prospettiva delle ele-
        zioni politiche dell'aprile 1948 che divennero un referendum a favore  o contro il
        Piano Marshall, una scelta a favore del sistema occidentale o del sistema collettivi-
        stico. Nel settembre 1947, con la creazione del  Cominform, organo di informazio-
        ne e coordinamento internazionale dci  partiti comunisti, si  determinò un maggior
        peso dell'  «ala dura»  del  PCI rispetto alla moderazione imposta da Togliatti sin dal-
        la  «svolta  di  Salerno».  Mosca  aveva  chiesto ai  partiti comunisti  occidentali di  av-
        viare una ferma opposizione ai  governi  nei rispettivi Paesi  non soltanto come con-
        seguenza  della  polarizzazione  internazionale  ma  anche  per  la  necessità  di  legarli
        maggiormente a sé.  In  Italia,  una prima manifestazione di  questa nuova linea po-
        litica fu  rappresentata dalla occupazione della  Prefettura di  Milano da parte degli
        iscritti  al  PCI  in  occasione della  destituzione  del  prefetto Ettore Troilo che era
        stato designato dal CNLAI. Nei primi mesi autunnali del  1947, anche la posizio-
        ne del  PSI, attraverso il  suo organo, Avanti! divenne più rigida:  il  Piano Marsall



            (35)  I~  Ncnni, "Il salonc dcll'orologio", in: Avallti!,  13  luglio 1947, p.  L
            (36)  Scnza firma,  "Ha parlato da dittatorc", in:  11  Popolo,  6 luglio  1947, p.  1.
            (37)  O.  Giaccchi, 'TAsscntc" in:  Il  Popolo,  20  luglio  1947, p.  1.
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