Page 188 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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- RENATO BATTISTA LA RACINE
in mio possesso ... nulla era mutato nella mia decisione di non essere disposto a
tollerare, e tanto meno a suscitare moti sediziosi nella Marina ... la volontà del
Sovrano era che si dovesse rispettare la volontà popolare."
Ma l'orientamento monarchico, come detto, non è affatto totalitario. Innan-
zi tutto si levano voci a mantenere un comportamento neutrale nella contesa. A
La Spezia l'ammiraglio comandante del dipartimento, conscio delle condizioni
locali, riunisce nel febbraio 1946 tutto il personale militare alla presenza di
gruppi di operai e richiama alla libera scelta referendaria, sottolineando che co-
munque la Marina servirà lo stato qualsiasi debba essere la decisione popola-
re (1S). All'accademia navale di Brindisi un ufficiale appartenente ad un'antica fa-
miglia napoletana, nel fare appello alla libertà individuale di voto, durante una
conferenza ai suoi allievi conclude con grande finezza che egli personalmente, se
dovesse seguire la tradizione ... voterebbe per i Borboni!
La corrente di opinione con preferenza alla repubblica sale dalla base fino ai
vertici includendo qualche ammiraglio. Sulla torpediniera dipartimentale di Na-
poli, con un equipaggio disciplinato e affiatato, da una simulazione di voto or-
ganizzata da giovani ufficiali - ricorda uno di loro - risulta che la maggioranza
dei sottufficiali e marinai è favorevole alla repubblica.
Già dall'inizio del 1945 era cominciato a circolare in Marina un foglio
clandestino imitante la testata di Buona Guardia del Ministero, secondo de
Courten contenente oltre a critiche talvolta non prive di fondamento anche
maldicenze e pettegolezzi a carattere personale. Tra ufficiali provenienti dal Sud
e gli affluiti nei campi di raccolta al Nord, dopo la Liberazione è percepibile
una situazione di antagonismo (16) riportata anche nei rapporti sulle visite ai
centri di raccolta, fenomeno riscontrato anche in altre FF.AA. o Armi. Del fo-
glio non è stata rintracciata copia nè sono state accertate fonti di finanziamen-
to; al referendum diviene strumento di propaganda repubblicana ed alcuni uf-
ficiali ne curano la diffusione. Questo attivismo di propaganda non è ben visto
dalle autorità della Marina e un ufficiale da molti anni in congedo ricorda di es- .
sere stato per tale motiv~ trasferito di autorità da una corazzata a Taranto ad
un piccolo ufficio periferico nella stessa sede. Il movimento "Buona Guardia
Repubblicana" viene anche citato dal Gazzettino in occasione degli incidenti a
Venezia del 9 maggio. Ad una manifestazione repubblicana a Roma il 17 mag-
gio partecipano anche marinai ed avieri ed il comando distaccamento Marina,
(15) F. Maugeri, op. cito p. 259.
(16) Dc Courtcn, op. cito p. 468.

