Page 189 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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IL  RAPPORTO  TRA  LA  MARINA  E LA  NAZIONE  DALLA  LIBERAZIONE  ALIA  CADlJfA  DEL  MURO  DI  BERLINO  _

       secondo  J;Unità,  punisce  diciannove  marinai;  alle  rimostranze  di  Togliatti  e
       Nenni in una riunione del consiglio dei  ministri  alla  fine  di  maggio con accuse
       di  aver allontanato dalle sedi  di  Roma personale favorevole alla repubblica,  de
       Courten  ribatte  la  sua  equidistanza  avendo  adottato  provvedimenti  analoghi
       per infrazioni dell'altro segno.  Il  19  maggio ad un tafferuglio a Napoli parteci-
       pano marinai pro e contro monarchia; il 30 maggio a Livorno molti marinai so-
       no alla testa di  un corteo repubblicano e  in  piazzetta a  Capri marinai ubriachi
       delle corvette Scimitarra  e Fenice  a tarda ora orinano su  uno stemma sabaudo
       dipinto sul selciato.
           Tra gli  ufficiali  il  nucleo forte repubblicano è  costituito da quelli  rimasti a
       Roma in clandestinità sotto l'occupazione tedesca ed in particolare gli  apparte-
       nenti al  servizio informazioni guidato dall'ammiraglio Maugeri, con il  servizio
       tecnico radio curato dal maggiore A.N.  Brandimarte poi fucilato a La Storta in-
       sieme al  più spesso  menzionato Bruno Buozzi.  Per  i contatti avuti con le  orga-
       nizzazioni  politiche clandestine essi  sono piI)  favorevoli  al  rinnovamento delle
       istituzioni e per l'attività svolta si  sentono depositari  di  valori più autentici.
           Dopo il  referendum del 2 giugno, tra la proclamazione della repubblica il  10
       e la  conferma della  suprema corte di  cassazione solo il  18  con  la  nota polemica
       sui risultati, gli  animi  non si  placano. Taranto il  pomeriggio dell'l 1 giugno è tea-
       tro di gravi disordini con 49  feriti, tra cui due gravi, un commissario di  P.S.  e un
       marò del San  Marco  poi  deceduto, per lo  scoppio  di  quattro o cinque bombe a
        mano e colpi di  armi anche automatiche. In sintesi, secondo un rapporto di poli-
       zia,  si  tratta  di  una  giornata  estremamente confusa  nella  quale  si  scontrano  un
       corteo repubblicano cui  partecipa qualche centinaio di  marinai e un corteo mo-
        narchico con marinai ed elementi del "Bafile", con marò del San Marco che dal-
        la  caserma accorrono in aiuto o trovandosi a diporto nel  punto sbagliato vengo-
        no  picchiati  di  santa ragione.  Servizio di  piazza e  autorità varie della Marina in
       borghese impotenti a rimandare i militari  in  caserma, con dimostrazioni  monar-
       chiche davanti  all'ammiragliato con relativa irruzione del  solito marò al  balcone
       che sventola la bandiera sabauda, probabilmente con tafferugli tra marinai di  op-
        poste fazioni,  e scontri tra militari di  Marina e agenti di  P.S.  al  grido di  "abbasso
       gli agenti di  Romita". Il  rapporto non accerta chi abbia sparato e lanciato le bom-
        be a mano, si  fanno anche ipotesi di offese dalle finestre  delle case.  I Carabinieri
        a maggio a Taranto a disposizione del  prefetto sono solo settanta. Significativo il
        fatto  che a richiesta  dci  comandante  del  dipartimento  vengano  fatti  arrivare da
        Bari 300 soldati per rinforzo all'ordine pubblico.
            Dopo gli incidenti, il  prefetto impegnato a fronteggiare uno sciopero di pro-
       testa  prolungato  fino  al  13,  proclamato  dai  partiti  di  Sinistra,  che  denunciano
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