Page 249 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e F01ze Armate
allievi italiani (ad esempio, dell'Aeronautica). Queste aperture, però, furono assai
più che controbilanciate da una certa atmosfera d'antico che continuava a respi-
rarsi nelle scuole militari. Non sono soltanto le scritte murali rimaste dal vecchio
regime, e non cancellate, ad essere rilevanti. Pesavano di più in genere i segnali
di un'istituzione come quella militare che - di fronte al trauma della sconfitta e
del mutamento istituzionale dalla monarchia alla Repubblica e di fronte alle
novità introdotte nel Paese dal sistema democratico - tendeva a rinchiudersi, a
voler decidere da sola cosa cambiare e cosa no di quanto aveva ereditato dal pas-
sato, senza interventi, giudicati "intromissioni", dall'esterno.
Negli anni Sessanta questo gioco fra aperture e chiusure sembra essersi tra-
sformato in un complesso scontro, ad oggi difficile da decifrare, fra disponibili-
tà alle riforme e recalcitranti freni. Chi guarda alle scuole militari vede situazio-
ni assai diverse: in alcune sedi sperimentazioni tecniche anche avanzate, in altre
chiusure ed ossificazioni al limite della nostalgia.
Tali ambivalenze dovettero essere costrette, nel decennio successivo, ad usci-
re allo scoperto. Negli anni Settanta le troppe chiusure del passato avevano spin-
to ad uno scontro fra reiterate chiusure, che rivelavano l'imparità dell'istituzione
militare a dominare e guidare i tempi, e la spinta fortissima alla ristrutturazione
e alla riforma. Chi in quel decennio si fermò a difendere il passato non si rese
conto che non solo la società italiana era cambiata radicalmente e velocemente,
e che non avrebbe tollerato Forze Armate chiuse in se stesse, considerate o inef-
ficienti o pericolose (o tutt'e due). La riforma, o ristrutturazione come venne
chiamata, non proveniva peraltro solo dalla "politica" ma dalle stesse istanze
militari internazionali: da un lato l'adozione della risposta flessibile da parte della
Nato e dall'altro la presenza sempre più insistita della marina sovietica nel
~Iediterraneo aprivano forzatamente nuovi scenari per le Forze Armate. Non è
chiaro quanto di questa consapevolezza venisse dall'interno del sistema forma-
tivo militare, e quanto invece e piuttosto dall'esterno: dai consulenti civili come
da alcuni ufficiali di autonomo giudizio che in questa rinnovata temperie usciva-
no ora allo scoperto rivelando e animando un dibattito nuovo.
Gli anni Ottanta posero così urgenze nuove al sistema dell'istruzione milita-
re, forse le prime vere e proprie sfide ad un apparato rimasto in genere defilato,
attardato e- dopo gli anni Cinquanta - all'apparenza non particolarmente dina-
mico o spregiudicato. Andava intravedendosi un nuovo pwfilo pubblico dell'uf-
ficiale, una più pressante - per quanto mai stringente - richiesta di efficienza
rivolta all'istituzione militare, la necessità anche di schierarsi in una battaglia
delle idee che vedeva i "novatori" o riformisti militari sempre più attivi e soprat-
tutto sempre più ascoltati: furono tutte insieme queste, ed altre, ragioni a smuo-
vere il sistema d'istruzione militare.
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