Page 167 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 167

807
          ActA
          soprattutto generali, servirono parecchi sovrani nel corso della loro carriera, il che fa-
          cilitava l’eventuale integrazione dei rispettivi  eserciti.  Anche Clausewitz fu  tenente
          colonnello del Re di Prussia e colonnello dello Zar, e il suo passaggio al servizio russo,
          assieme ad un quarto dell’ufficialità prussiana, non fu specificamente autorizzato dal suo
          sovrano, che si era limitato ad accordargli il congedo.

          Le spedizioni internazionali in Crimea e in Cina
             All’epoca della guerra di Crimea cosmopolitismo e fraternità sociale erano già stati
          soppiantati dal  nazionalismo e  dalla burocratizzazione delle carriere.  Lord  Raglan  e
          la serie dei suoi omologhi francesi (il sedicente Saint-Arnaud, poi Canrobert e infine
          Pellissier) non avevano nulla in comune né sotto l’aspetto sociale e culturale né sotto
          l’aspetto professionale. Il comandante  ottomano,  un  croato proveniente dai  sottuf-
          ficiali  austriaci,  fu  ben  lieto  di  farsi togliere  le  castagne  dal  fuoco  mescolando  i
          suoi  battaglioni  nelle  brigate  francesi.  Ma,  pur avendo  in  linea  appena  un  quarto
          delle  forze  francesi,  gli  inglesi  non  si  rassegnarono  a riconoscere la supremazia
          gerarchica dei marescialli alleati. Proprio per sbloccare i contrasti che paralizzavano
          le forze alleate più del colera e del coraggio russo, Napoleone III meditò di assumere
          personalmente il comando. Ma il consiglio di guerra interalleato gli dette un segnale
          negativo  bocciando  il  piano  elaborato  dall’Imperatore.  E  si  convinse  ad  archiviare
          definitivamente il progetto quando un cavo telegrafico sottomarino steso fra Varna e la
          Crimea gli consentì di tempestare Canrobert e Pellissier di ordini e raccomandazioni. Fu
          il primo segnale del netto peggioramento determinato dalla moderna capacità tecnica
          di controllo a distanza in tempo reale.
             Anche la fortunata spedizione del famoso contingente sardo (Pier Giusto Jaeger, Le
          mura di Sebastopoli, Mondadori, 1991) anticipa il modo italiano di mostrare bandiera.
          Concepito per sostituire  truppe  francesi  nell’Armata  di  riserva  a  Costantinopoli,  finì
          invece  in  Crimea  nel settore inglese, per di più alle dipendenze di entrambi i contin-
          genti. Nelle sue memorie Lamarmora racconta di aver chiesto a Cavour, mentre già stava
          per imbarcarsi: “ma insomma, mi volete dare queste benedette istruzioni?”. La rispo-
          sta, accompagnata da un abbraccio, sarebbe stata “ingégnati!”. Il biografo del ministro
          subalpino, Rosario Romeo, ha dimostrato che quel colloquio non potè aver luogo. Ma
          l’aneddoto “se non è vero, è ben trovato”.
             In  seguito,  però,  l’esempio negativo della  Crimea  servì  a  sostenere  l’assoluta
          necessità dell’unità di comando e di chiare istruzioni. Generalmente questi criteri fu-
          rono  applicati  durante le spedizioni  internazionali del  tardo  Ottocento e del  primo
          Novecento.  Il  comando  congiunto delle forze navali fu spesso attribuito col criterio
          gerarchico, che in genere rifletteva la diversa importanza dei contingenti. Durante l’as-
          sedio dei Boxer alle Legazioni di Pechino, il comandante in capo fu invece designato
          all’unanimità dai rappresentanti delle 13 nazioni (scelsero quello inglese  perchè  aveva
          esperienza  militare),  mentre  furono  gli  ufficiali  degli  8  minuscoli contingenti (400
          uomini in tutto) ad eleggere il comandante militare (un ufficiale austriaco).
             La questione del comando della successiva spedizione in Cina fu complicata dal-
          la disparità dei contributi nazionali (73.000 russi, 21.000 giapponesi, 20.000 inglesi,
   162   163   164   165   166   167   168   169   170   171   172