Page 170 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           maggiore articolato in  due  branche, una  operativa  (Informazioni, Operazioni, Piani-
           ficazione,  Politica  Militare  e  Comunicazioni)  e una di supporto (Logistica, Personale
           e Amministrazione). Da SHAEF dipendevano anche i comandi congiunti dei Gruppi
           d’Armata e delle forze navali e aerotattiche. Alcuni comandi d’Armata erano nazionali,
           altri combinati, mentre i Corpi d’Armata erano in genere nazionali. Le forze strategiche
           americane e inglesi rimasero invece alle dirette dipendenze del CCS, tranne un breve
           periodo  dopo l’invasione del  1944 quando furono assegnate  direttamente a  SHAEF.
           Malgrado le tensioni e le rivalità personali fra Eisenhower, Montgomery, Patton e altri
           famosi generali,  impietosamente  raccontate  da  David  Irving  (La  guerra   tra  i  gene-
           rali  all’interno dell’alto comando alleato, Mondadori, Milano, 1981), l’AEF raggiunse
           un livello di integrazione senza precedenti nella storia militare.
              La lezione  del CCS  e dell’AEF  è  che  la  migliore integrazione consiste  nell’ag-
           giungere ufficiali  alleati  ad  una  efficiente  struttura  di  comando  nazionale  già  pre-
           disposta.  Lo  stato maggiore  internazionale previsto  dalla  Carta  delle  Nazioni  Unite
           avrebbe  dovuto  perpetuare  la struttura interalleata forgiata dagli Stati Uniti durante la
           seconda guerra mondiale, allargandola a Francia,  Cina  e  Unione  Sovietica.  La  guerra
           fredda  spostò  invece  l’enfasi  su  una  catena  di alleanze regionali a guida americana.
              L’organizzazione integrata della NATO fu una ricostituzione e un perfezionamento
           del CCS e dello SHAEF. Le altre alleanze regionali stabilite lungo la “mezzaluna inter-
           na” nel quadro della  strategia  del  containment  (METO,  CENTO,  SEATO)  furono
           poi   soppiantate   dalla costituzione del Central  Command (CENTCOM) americano,
           competente per le aree attualmente critiche, dal Mediterraneo all’Oceano Indiano. La
           NATO e il CENTCOM hanno costituito l’ossatura portante delle spedizioni internazio-
           nali, l’una in Bosnia, l’altro contro l’Iraq e in Somalia e sono le uniche agenzie militari
           a disposizione delle organizzazioni internazionali di sicurezza (ONU, OSCE, UEO).

           L’esperienza italiana
              Malgrado le numerose operazioni combinate condotte dall’Asse, i tedeschi non cre-
           arono alcuna stabile struttura di comando integrata, fatta eccezione per alcuni comandi
           operativi specifici, come l’Armata corazzata italo-tedesca (ACIT) in Africa Settentrio-
           nale. Non vi fu dunque alcuna soluzione intermedia tra la completa separazione delle
           forze (che dipendeva dalle guerre “parallele” e indipendenti condotte dalla Finlandia e
           inizialmente anche dall’Italia e dagli alleati  balcanici)  e  l’integrazione  dei  contingenti
           minori  nell’esercito  più  forte,  suscitando continui contrasti con l’Italia. Non soltan-
           to il comandante dell’Africa Korps non fu subordinato al comando italiano in Africa
           Settentrionale, ma esautorò di fatto i generali italiani. Né miglior fortuna ebbe il tenta-
           tivo di Mussolini di elevare il livello del contributo italiano alla campagna di Russia.
           Diversamente dal Corpo di spedizione (CSIR), l’Armata Italiana in Russia (ARMIR) fu
           smembrata fra i comandi tedeschi, esautorando i comandanti italiani, considerati meri
           esecutori di ordini impartiti da ufficiali tedeschi che spesso ricoprivano gradi gerarchici
           e incarichi formalmente inferiori. Ciò non dipese soltanto da arroganza e disprezzo, ma
           anche dall’enorme differenza tra le capacità operative delle forze  tedesche e  quelle,
           nettamente inferiori, dei loro alleati.
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