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954 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Il Fronte Orientale durante la Grande Guerra
attraverso le memorie di Luigi Villari
Francesca DI gIUlIo
l presente lavoro di ricerca si basa sullo studio della cosiddetta “Questione Mace-
I done” dagli inizi del XX secolo alla fine della Prima guerra mondiale attraverso le
memorie e i resoconti di Luigi Villari, che fu ufficiale di collegamento con le forze in-
teralleate in Oriente durante la Grande Guerra. La Macedonia era un mosaico di popoli
e di religioni che conviveva all’interno del contesto ottomano organizzato nel sistema
del millet. A partire dal Congresso di Berlino nel 1878, la Macedonia, territorio croce-
via nei Balcani meridionali, tenne occupate le diplomazie europee per molti decenni,
essendo divenuta l’oggetto delle mire espansionistiche della Grecia, della Bulgaria e
della Serbia. Il nascente nazionalismo dei popoli che vi abitavano, unito alle suddette
rivendicazioni territoriali, creò una miscela esplosiva, che si protrasse fino alle guerre
balcaniche agli inizi del XX secolo e proseguì durante il primo conflitto mondiale. La
ricerca condotta è un tentativo di analizzare dal punto di vista politico, etnico e militare
la complessa situazione macedone durante gli anni della Grande Guerra dalla specifica
prospettiva dell’Esercito italiano. Il lavoro si è basato principalmente sulle memorie
edite di Luigi Villari e dai lavori pubblicati dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore
dell’Esercito (Aussme). Le memorie utilizzate furono in parte scritte durante il suo pe-
riodo a Salonicco e redatte giorno dopo giorno utilizzando i suoi contatti diretti con le
forze interalleate presenti in loco durante i difficili anni del conflitto.
Come accennato, Luigi Villari (1876-1959) fu esperto di politica internazionale,
diplomatico e ufficiale dell’esercito italiano. La sua esistenza fu in gran parte dedicata
allo studio dei problemi della politica internazionale; egli ha approfondito soprattutto i
problemi tra l’Italia e i paesi anglofoni. Era il figlio dello storico Pasquale Villari. Iniziò
giovane la carriera diplomatica; fu inviato agli inizi del secolo negli Stati Uniti, al fine
di sorvegliare la crescente immigrazione dall’Italia. Nel 1906 fu inviato in Russia e,
grazie al suo periodo di permanenza nell’impero zarista scosso dalla rivoluzione un
anno prima, poté conoscere la società e i problemi che la attanagliavano e imparare la
lingua russa. Durante la prima guerra mondiale fu inviato come sul Fronte orientale
come ufficiale di collegamento interalleato. La conoscenza delle lingue straniere e il
suo passato da diplomatico gli permisero di conoscere bene la situazione sul fronte e,
grazie alle sue competenze maturate in zone di guerra, dal 1920 al 1923 lavorò presso
la Società delle Nazioni. Tenne molte conferenze nelle università inglesi e americane e
pubblicò molti libri sulla situazione politica fra le due guerre. Molto importanti i due
lavori pubblicati negli Stati Uniti sulla politica estera di Mussolini scritti dopo il conflitto

