Page 316 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 316
956 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
8
7
statistiche dell’epoca, sia quella bulgara di Kantchov, riportata da Weibel e da Aarbakke ,
che quelle greche, bulgare e turche, mettono in evidenza il grande mélange etnico su tutto
9
il territorio. In effetti il “museo etnografico” macedone, come viene definito da Villari ,
fu l’oggetto delle mire non solo dei popoli balcanici confinanti ma degli stati europei, cha
ambivano ad ottenere uno sbocco privilegiato nel Mar Egeo. La situazione fu complicata
dalla nascita nel 1870 dell’Esarcato ortodosso bulgaro, favorito dalla politica panslavista
russa, che accentuò la sua attività nelle province macedoni attraverso un’intensa opera
culturale e scolastica con l’intento di far emergere nella popolazione locale aspirazioni
nazionali in funzione anti-ottomana. Attraverso l’influenza dell’Esarcato, fortemente
contrastato dal Patriarcato ortodosso di Costantinopoli, la Bulgaria mirava a rivendicare
le terre che le erano state attribuite dal Trattato di Santo Stefano e tolte subito dopo
nel Congresso di Berlino. Naturalmente la Bulgaria non fu l’unico stato cristiano a
rivendicarne il possesso; infatti sia la Grecia che la Serbia con varie motivazioni di
carattere storico e culturale mostrarono forti ambizioni espansionistiche sui territori
macedoni. Le potenze europee non mancarono di far sentire la propria influenza sia
nei territori ottomani nei Balcani e soprattutto in Macedonia, che avrebbe concesso al
detentore un fondamentale snodo strategico sia per i traffici verso le Indie che verso il
10
Medio Oriente che attraverso lo strumento religioso. Il quadro macedone fu complicato
dalla nascita della IMRO (Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone) che
aveva il duplice scopo di lottare per l’indipendenza e l’autonomia della Macedonia
11
dall’Impero ottomano e di promuovere gli interessi politici della Bulgaria . I disordini
e le violenze che seguirono alla nascita della IMRO, aggravarono il già complicato
modello plurinazionale e plurireligioso dell’Impero ottomano. La lotta armata promossa
dall’Organizzazione portò le potenze europee, preoccupate di perdere la loro influenza
nell’area, a sollecitare la Porta per delle riforme. La Rivoluzione dei Giovani Turchi
nel 1908 e le guerre balcaniche deteriorarono l’esplosivo quadro balcanico . Dopo la
12
fine delle guerre balcaniche i suoi territori furono spartiti tra Grecia e Serbia e ben
13
poco spettò alla Bulgaria. Con lo scoppio della Grande Guerra nel giugno del 1914 la
Macedonia si ritrovò di nuovo contesa fra Bulgaria, Grecia e Serbia.
7 Weibel Ernest, 2002. Histoire et géopolitique des Balkans de 1800 à nos jours, Paris: Ellipses, p. 225 nota
583.
8 Aarbakke Vemund, 1993. “Identità etnica e irredentismo in un contesto di mutamento politico e sociale. Il
caso della Macedonia fra Otto e Novecento”, Quaderni Storici 84/ a. XXVIII, n. 3, pp. 719-774.
9 Villari 1905; op. cit., p. 121.
10 Weibel 2002; op. cit. pp. 224-233.
11 http://www.britannica.com/EBchecked/topic/290546/Internal-Macedonian-Revolutionary-Organiza-
tion-IMRO;
Weibel 2002; op. cit. pp. 228-233.
12 Mazower Mark, 2001. The Balkans. A short history, Phoenix Press: Universal History Series.
13 Biagini Antonello Folco, 2012. L’Italia e le guerre balcaniche, Roma: Edizioni Nuova Cultura; Franzinetti
Guido, 2010. I Balcani dal 1878 ad oggi, Roma: Carocci.

