Page 315 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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mondiale . Come abbiamo accennato, grazie alla conoscenza delle lingue straniere e la
sua funzione di diplomatico e militare, acquisì conoscenze dirette sia dell’impero zarista
che dell’impero ottomano. Tali informazioni e suggestioni furono infatti riportate nel
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testo da lui curato del 1905 “The Balkan Question” , nel quale l’autore si sofferma
sulla questione etnico-religiosa della Macedonia e in quello del 1922 “La campagna di
Macedonia” , dove racconta gli avvenimenti accorsi durante la prima guerra mondiale
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sul Fronte orientale.
La Macedonia, regione crocevia nel cuore dei Balcani meridionali, dalla fine del XIX
secolo fu il centro dell’interesse strategico di molti stati che ne reclamavano il possesso
o volevano stabilirne l’egemonia anche attraverso lo strumento religioso. Dopo la guerra
russo-turca (1877-1878), che si concluse con il Trattato di Santo Stefano, nacque la
Grande Bulgaria, che includeva i territori macedoni. La vittoria russa, anche attraverso
la formazione della Bulgaria, centro dell’attivismo panslavo, teneva impegnate le
potenze europee, preoccupate dello strapotere zarista nei Balcani; come conseguenza di
ciò al Congresso di Berlino (1878), la Macedonia ritornò all’Impero ottomano e diede
origine a quella che in letteratura viene definita come la “Questione macedone”, che
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creò problemi e instabilità regionale per lungo tempo .
Come è noto la Macedonia fino alle guerre balcaniche era parte dell’Impero ottomano
che ne aveva diviso il territorio in tre vilayet di Salonicco, di Monastir (l’attuale Bitola)
e Kossovo. All’interno di questi vilayet convivevano, non sempre pacificamente, diverse
religioni monoteiste tra le quali quella musulmana, quella cristiano ortodossa, quella
cattolica di rito latino e quella ebraica, presente soprattutto a Salonicco, amministrate
attraverso il sistema dei millet . Dopo l’annessione da parte dell’Impero asburgico della
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Bosnia-Erzegovina nel 1908 molti musulmani si erano rifugiati nelle regioni limitrofe
ancora appartenenti alla Sublime Porta e questo aveva aumentato molto il loro numero
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in territorio macedone . Alla vigilia delle guerre balcaniche la popolazione macedone
ammontava a circa due milioni di abitanti, composta da etnie e religioni diverse. Le
1 Per la biografia di Luigi Villari: M. S., 1959. “Luigi Villari”, East and West, Vol. 10, N 4, Roma: Istituto per
l’Africa e l’Oriente (IsIAO), p. 288. Villari Luigi, 1956. Italian foreign policy under Mussolini, Devin Adair
& Co; Villari Luigi, 1959. The liberation of Italy, C. C. Nelson Publishing Co.
2 Villari Luigi (a cura di), 1905. The Balkan Question. The present condition of the Balkans and of European
responsabilities, London: John Murray, Albemarle Street, M.
3 Villari Luigi, 1922. La campagna di Macedonia, Bologna: Zanichelli. La stessa opera fu pubblicata sempre
nello stesso anno a Londra per i tipi Adelphi Terrace con il titolo The Macedonian Campaign.
4 Hakan Yavuz M. and Slugett P. (edited by), 2011. War and Diplomacy: The Russo-Turkish War of 1877-1878
and the Treaty of Berlin, Salt Lake City: The Univeristy of Utah Press, pp. 1-13.
5 Mantran Robert (a cura di), 1999. Storia dell’Impero Ottomano, Lecce: Argo; B. Braude,1980. Foundation
Myths of the Millet System in Braude B. e Bernard Lewis, Christians and Jews in Ottoman Empire. The Func-
tioning of a Plural Society, Vol. I, The Central Land; New York-London: Holmes and Meier Publishers inc.,
pp.69-83; Karpat H. Kemal, 1985. Ottoman Populations 1830-1914: demographic and social characteristics,
Wisconsin University Press.
6 Villari Luigi. 1905. The Balkan Question, op. cit. pp. 120-121.

