Page 322 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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962                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           La propaganda militare italiana verso il nemico
           nella Prima guerra mondiale



           gian luigi gATTI




                  entre la propaganda italiana verso il fronte interno e verso le nazioni alleate o
           M neutrali non usufruì del lavoro del Comando Supremo, o ne beneficiò indiret-
           tamente, quella realizzata per l’Impero austro-ungarico vide il coinvolgimento diretto
           dell’esercito, che agì come produttore dei contenuti, realizzatore e distributore dei ma-
           teriali. Al fine di indebolire la compattezza delle truppe asburgiche, l’esercito italiano
           ricorse alla propaganda verso il nemico a partire dal 1916, ma uniformò la sua azione
           soltanto dopo Caporetto, quando ricevette un impulso determinante dalla decisione di
           perseguire la politica delle nazionalità.
              Presso il Comando supremo si istallò una Commissione centrale interalleata di pro-
           paganda sul nemico e, presso le trincee, si formarono dapprima squadre di avvicina-
           mento formate da fuoriusciti o da ex prigionieri, poi reparti combattenti inquadrati nelle
           unità italiane. Pur iniziando in ritardo e proseguendo in modo contradditorio, i risultati
           della massiccia propaganda verso il nemico furono notevoli: si trovarono molti stampati
           sui prigionieri di guerra e da giugno si registrò un’impennata nelle diserzioni, favorite
           comunque dall’esito della battaglia del Solstizio e dalle difficoltà interne.

           Fonti
              Recentemente Nicola Labanca e Camillo Zadra hanno lamentato il ritardo della sto-
           riografia italiana sui temi della propaganda di guerra, di cui pure si è finalmente capita
           l’importanza . Non esiste infatti una solida opera di ricerca sulla propaganda italiana
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           nella prima guerra mondiale e neppure una monografia sulla più specifica propaganda
           verso il nemico. A parte pochi cenni in monografie di Mario Isnenghi, Luciano Tosi, Ni-
           cola della Volpe, Gian Luigi Gatti e Nicola Labanca ,  è Marco Mondini che ha pubbli-
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           cato un saggio introduttivo alla mostra Parole come armi, in cui ha utilizzato documenti
           archivistici del Museo storico della guerra di Rovereto . Uno studioso britannico, Mark
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           1   N. Labanca, C. Zadra, Introduzione. Capire la propaganda di guerra, in Costruire un nemico. Studi della
              propaganda di guerra, a cura di Nicola Labanca e Camillo Zadra, Unicopli, Milano 2011, p. viii e ss.
           2  M. Isnenghi, Giornali di trincea, Einaudi, Torino 1977; L. Tosi, La propaganda italiana all’estero nella
              Prima guerra mondiale. Rivendicazioni territoriali e politica delle nazionalità, Del Bianco, Udine 1977;
              N. della Volpe, Esercito e propaganda nella Grande Guerra, USSME, Roma 1980, Gian Luigi Gatti, Dopo
              Caporetto. Gli ufficiali P nella Grande Guerra: propaganda, assistenza, vigilanza, presentazione di Giorgio
              Rochat, LEG, Gorizia 2000; N. Labanca, Guerra e propaganda nel Novecento, in “Passato e presente”, n.
              54, 2001; Id., Studiando la propaganda di guerra: temi e generazioni, in L’intellettuale militante. Saggi per
              Mario Isnenghi, La Nuova Dimensione, Portogruaro 2008.
           3  M. Mondini, Parole come armi. La propaganda verso il nemico nell’Italia della Grande Guerra, M.S.G.G.,
              Rovereto 2009.
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