Page 327 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          Zagabria . Con il proseguo della guerra, si permise ai cecoslovacchi di combattere con
          gli italiani in una Divisione etnica, mentre agli altri di costituire delle Legioni (non più
          grandi di reggimenti) .
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             Gli obiettivi  delle squadre di avvicinamento  erano molteplici,  dalla diffusione a
          mano o con fionde di materiale cartaceo (manifestini, bigliettini, opuscoli), all’avvio
          di conversazioni, fino alla penetrazione nell’esercito nemico, in mezzo ai connazionali.
          L’utilizzo di questo e degli altri mezzi di propaganda per le truppe nemiche rimase affi-
          dato alle armate, quindi senza la necessaria coordinazione dall’alto, ancora per le prime
          settimane del 1918, quando si tentò di tentò di porre rimedio a questo inconveniente
          centralizzando la responsabilità in un ufficio del Comando Supremo, che dapprima fu
          l’Ufficio operazioni sezione comunicati e in seguito l’Ufficio stampa e propaganda, se-
          zione propaganda.

          La commissione interalleata
             Ad aprile, in seno all’Ufficio stampa e propaganda, fu istituita la Commissione cen-
          trale di propaganda sul nemico, che iniziò i lavori nel maggio. Avrebbe dovuto esser
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          presieduta dal capo dell’Ufficio, il col. Camillo Grossi , che però delegò il col. Dome-
          nico Siciliani, che era già a capo della 1a e 3a sezione (rispettivamente comunicati e
          propaganda, quindi dirigeva l’attività di propaganda verso il nemico fin dal suo arrivo in
          marzo) . La direzione politica dei lavori fu però di Ugo Ojetti, che era stato nominato
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          regio commissario direttamente dal Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlan-
          do. La coabitazione tra i due non fu semplice, per vari fattori . Ojetti era un noto gior-
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          nalista e studioso di storia dell’arte, una delle firme del giornale più influente all’epoca,






          20  L. Tosi, La propaganda …, cit., p. 25.
          21  Sui volontari romeni:   A. Savu,  Volontari romeni sul fronte italiano nella prima guerra mondiale, in
             Comitato Trentino dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Trento, Ufficio Storico dello Stato
             Maggiore dell’Esercito – Roma, La prima guerra mondiale e il Trentino. Convegno internazionale promosso
             dal Comprensorio della Vallagarina. Rovereto 25-29 giugno 1978, Atti a cura di Sergio Benvenuti, ed.
             Comprensorio della Vallagarina, Rovereto 1978, pp. 145-151. Sui Polacchi: S. Sierpowskj, L’Armata polacca
             in Italia durante la prima guerra mondiale, in Ivi, pp 197-223. Sugli ungheresi O. Marchetti, Il Servizio
             Informazioni…, cit. p. 211.
          22  Camillo Grossi, nato nel 1876, nella prima guerra mondiale fu dapprima capo di S.M. dell’Intendenza della
             III armata, quindi dall’aprile 1918 al marzo 1919 il direttore dell’Ufficio stampa e propaganda del Comando
             Supremo e successivamente capo dell’Ufficio servizi. Nel 1925 fu capo di gabinetto del Ministero della
             Guerra e nel 1926 fu promosso generale di brigata.
          23  Domenico Siciliani era nato a Cirò da nobile famiglia nel 1879; aveva ottenuto una M.B.V.M. in Libia e
             un’altra nella guerra mondiale; nel marzo 1919 fu il successore di Grossi all’Ufficio stampa e propaganda
             fino al novembre 1919. Stretto collaboratore di Badoglio, nel dopoguerra lo seguì in Brasile, dove fu addetto
             militare, poi in Libia come vicegovernatore della Cirenaica e comandante delle truppe in Tripolitania. Nel
             1936 comandò una divisione in Africa Orientale. Si spense a Roma nel 1938.
          24  Ojetti se ne lamentò anche con il capo di gabinetto di Orlando. Lettera del 16 settembre 1918 in ACS, P.C.M.,
             guerra europea, 41 bis.212.
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