Page 332 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           Propaganda fascista durante la Campagna di Russia


           Diana SHENDRIKoVA




                 ppena Hitler cominciò la Guerra contro l’Unione Sovietica, Mussolini subito di-
           A chiarò di esser stato il primo, sin dal 1922, a sventolare la bandiera “anticomuni-
           sta”. Nonostante ciò, questa bandiera rimase per molti anni ammainata grazie ai buoni
           rapporti politico-economici e sociali, che si svilupparono tra i due paesi fino alla cam-
           pagna mussoliniana contro l’Etiopia nel 1935. Per Mussolini lo sviluppo dei rapporti tra
           l’Italia e l’URSS rappresentava una questione “di schietta e brutale utilità nazionale.”
           Dal 1935 in poi i rapporti peggiorarono drasticamente. La Russia sovietica,  in qualità
           di membro della Lega delle Nazioni, nell’impossibilità di appoggiare la campagna im-
           perialistica contro l’Etiopia, provocò indirettamente l’avvicinamento tra l’Italia fascista
           e la Germania nazista e portò la propaganda fascista ad assumere toni simili a quella
           tedesca. Nonostante ciò, fino al 1941 l’URSS non rappresentò mai il nemico numero
           uno nella stampa italiana.
               Così, nel 1940 i principali nemici dell’Italia appaiono – a giudicare dal numero  degli
           articoli dedicati – l’Inghilterra e la Francia .
              Non la Russia, pressoché inesistente come tematica di discussione. La spiegazione
           di tutto ciò è data non solo dalle difficoltà di interpretare il Patto di non-belligeranza,
           firmato da Molotov dalla parte sovietica e da Ribbentropp dalla parte tedesca, ma anche
           dalla presa d’atto che un’eventuale conflitto armato con la Russia sovietica sembrava,
           anche se possibile, un’ipotesi piuttosto remota.
              Nel corso del 1941, la Russia sovietica conquista spazi sempre maggiori nella carta
           stampata e all’interno della propaganda fascista arrivando a bilanciare la già onnipre-
           sente Inghilterra.
              Il nemico ora è su due fronti: “plutocrazie” e “bolscevismo”.
              Il tema si presenta in forma di commenti ideologico-politici, non di notizie militari.
           L’anno 1942 rappresenta una conferma delle scelte tematiche e dei rapporti di spazio
           dell’anno precedente. Né lo scorrere dei mesi con il sopraggiungere della crisi militare
           dell’Asse – evidenzia dubbi e crisi.
              Hitler era sicuro che l’URSS sarebbe stata sconfitta in 8 settimane e Mussolini si
           fidava ciecamente, dato che le previsioni strategiche di Hitler  erano sempre esatte.
               Dopo le prime settimane di guerra quando la stampa italiana cominciò a meravi-
           gliarsi del perché l’esercito sovietico, nonostante le perdite, continuasse a combattere
           perché preferisse distruggere gli approvvigionamenti e gli armamenti, invece di lasciarli
           al nemico. Infatti, questo era difficile da spiegare al popolo, prendendo in considerazio-
           ne che all’inizio dell’offensiva contro l’Unione Sovietica lo stesso giornale fascista “Il
           Popolo d’Italia” sulle prime pagine raccontava storie intenzionate a convincere il popolo
           italiano che il bolscevismo sarebbe crollato al primo colpo ed il “tormentato” popolo
           sovietico sarebbe stato contento di arrendersi appena arriveranno gli occupanti.
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