Page 336 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           zare le cose di casa propria. Dalla relazione diventa chiaro che tra tutte le categorie dei
           reduci della Russia si è diffuso un apprezzamento nei confronti dell’Unione Sovietica e
           delle sue condizioni reali di vita e un riconoscimento delle diffidenze con la propaganda
           fascista e con il fascismo in generale, non soltanto grazie ai testimoni diretti ma anche
           grazie a quello che questi hanno raccontato.
              Le conclusioni fatte dall’ufficio di propaganda e le misure che esso propone palesa-
           no il pericolo che queste tendenze producono al regime fascista ed anche una generale
           confusione sul come procedere a tal proposito.
              Il ritorno dei reduci, che si va intensificando dopo il primo anno di guerra in Russia,
           pone il problema di un indirizzo del tutto diverso della propaganda. Occorrebbe che
           all’interno non si scrivessero cose in troppo evidente contrasto con quelle riferite dai
           reduci. Per esempio, se in Russia ci sono grandi fabbriche, case di maternità, scuole e
           libri in quantità, è assurdo ripetere che i russi vivono da selvaggi, sono abbandonati a se
           stessi, i ragazzi sono denutriti, l’analfabetismo e pauroso, ecc., è invece necessario ed
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           urgente fornire una “interpretazione” fascista di questi fatti .
              Erano anche previste delle modifiche nella preparazione delle truppe sulla Russia
           Sovietica. Veniva proposto di chiarire soprattutto agli ufficiali i motivi antieuropei del
           bolscevismo (la distruzione delle nostre istituzioni, dalla monarchia al papato, delle for-
           me latine di civiltà, l’internazionalismo del comunismo russo, l’abolizione assoluta della
           proprietà privata, ecc.).
              Così l’indirizzo della propaganda veniva completamente cambiato.  L’accento sulla
           primitività della società e dell’arretratezza  dell’Unione Sovietica doveva essere cambia-
           to per qualcos’altro, ma nemmeno l’ufficio di propaganda capiva cosa esattamente. La
           paura dei propagandisti italiani era che i racconti dei reduci sulla società sovietica e sulla
           sua organizzazione potevano essere attraenti per un italiano semplice. Anche rendendosi
           conto degli errori gravi, la situazione sul fronte russo e sugli altri fronti è andata fuori
           controllo ed è arrivata al punto di non ritorno. Il regime, che già soffriva di una profonda
           crisi interna ed economica aveva altri problemi da risolvere ed un cambiamento di indi-
           rizzo propagandistico non poteva più prevenire il crollo inevitabile.






















           12  Relazione dell’Ufficio Propaganda “Reduci dal fronte russo” dal 18 agosto 1942, AUS-SME, fondo H-3.
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