Page 330 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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970 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
al loro totale affrancamento dal giogo asburgico e si impegnavano a risolvere amiche-
volmente e sulla base dei principi di nazionalità ed autodeterminazione le controversie
territoriali “in modo da non ledere interessi vitali delle due nazioni, che saranno definite
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al momento della pace”» .
Il dissidio tra la Commissione e la Marina portò questa a proporre la costituzione
di un altro ufficio di propaganda alle dipendenze di Sonnino: una misura che avrebbe
minato la credibilità del messaggio propagandistico verso i soldati asburgici e in ultima
analisi l’intera guerra psicologica condotta dagli italiani anche agli occhi degli alleati.
Durante tutta l’estate furono continue le lettere che Orlando dovette inviare a Ojetti e
a Revel per cercare vanamente un accordo; il momento più critico si ebbe ad agosto a
causa di un lancio di manifesti in lingua slava su una città di lingua italiana; anche quan-
do si scoprì che tutto era stato originato da un errore del comando navale di Venezia la
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conflittualità non sparì .
Le ambiguità italiane sulla politica delle nazionalità furono avvertite anche dai dele-
gati appartenenti alla stessa commissione e sfruttate dai commissari alleati per sminuire
il ruolo-guida che l’Italia aveva assunto nella politca delle nazionalità oppresse. Dalle
testimonianze di Ojetti emergono rapporti spesso complicati non tanto con i commissari
americano e serbo, quanto con quelli inglese e francese, che pare avrebbero voluto un
nuovo congresso delle nazionalità a Parigi.
I risultati
È impossibile valutare esattamente quanto pesò la propaganda nella dissoluzione
dell’Austria-Ungheria, che soffriva di un fronte interno lacerato dalla fame e dalle ri-
bellioni. È certo però che i risultati dell’azione sulle truppe nemiche furono giudicati
brillanti sia dai maggiori gradi dell’esercito – sembra che Badoglio abbia dichiarato:
«Che manna, Ojetti, la sua propaganda!» – sia dagli storici. Forse però il miglior rico-
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noscimento al lavoro svolto dalla Commissione viene dalla Relazione ufficiale austriaca
in cui si legge: «Un’arma straordinariamente pericolosa, adoperata in modo perfetto,
minacciava dai giorni del Congresso romano lo spirito dell’esercito austro-ungarico» .
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È un dato di fatto accertato che Ojetti svolse, a quanto pare bene, la funzione per cui
era stato chiamato a dirigere la Commissione, cioè minare lo spirito e la compattezza
dell’esercito asburgico. La promozione da capitano a maggiore, gli impressionanti dati
sul lavoro prodotto e i giudizi sopra riportati, tutti confermano la bontà della sua opera.
Quello che più interessa qui è che Ojetti non si limitò a quest’azione, ma portò avanti
anche i suoi obiettivi ideali e politici, diffondendo gli argomenti del Congresso di Roma
nell’esercito Imperial-regio. I suoi fini non erano soltanto di propaganda immediata, tesa
34 L. Tosi, La propaganda …, cit., p. 183.
35 Ojetti scrisse numerose lettere ad Orlando dove si lamentava del comportamento dell’ammiraglio; in una lo
accusò di sottoporre tutti gli stampati avuti dalla Commissione all’approvazione di Sonnino. Telegramma di
Ojetti ad Orlando del 21 agosto 1918. ACS, P.C.M., Guerra europea, 19.11.10.61. Qui e in 19.4.1/10 sono
contenuti i carteggi tra Ojetti e Orlando e tra questi e Revel.
36 U. Ojetti, Lettere …, p. 536.
37 Oesterreich-Ungarns letzer Krieg. 1914-1918, Wien, 1930-1938, tomo VII, p. 19.

